{"id":25875,"date":"2025-11-08T16:33:03","date_gmt":"2025-11-08T16:33:03","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=25875"},"modified":"2025-11-08T16:33:03","modified_gmt":"2025-11-08T16:33:03","slug":"addio-a-peppe-vessicchio-il-maestro-per-antonomasia-tra-sanremo-e-tv","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=25875","title":{"rendered":"Addio a Peppe Vessicchio, il &#8216;Maestro&#8217; per antonomasia tra Sanremo e tv"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Se c&#8217;\u00e8 una voce che rester\u00e0 nella memoria collettiva degli italiani, \u00e8 quella che annunciava: &#8220;Dirige l&#8217;orchestra il maestro Peppe Vessicchio&#8221;. Bastava quella frase, un applauso, un cenno di bacchetta, e tutto sembrava al suo posto, l&#8217;orchestra, il cantante, il pubblico. Il direttore d&#8217;orchestra e arrangiatore Peppe Vessicchio \u00e8 morto all&#8217;et\u00e0 di 69 anni all&#8217;ospedale San Camillo di Roma. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;E&#8217; deceduto a seguito di una polmonite interstiziale precipitata rapidamente. La famiglia chiede riserbo. I funerali si svolgeranno in forma strettamente privata&#8221;, si legge nel bollettino ufficiale dell&#8217;ospedale.\u00a0<\/p>\n<p>Con la sua scomparsa, l&#8217;Italia perde non solo un musicista, ma anche una presenza gentile e rassicurante, capace di entrare nelle case degli italiani con discrezione e naturalezza. Peppe Vessicchio \u00e8 stato un vero simbolo popolare della televisione, consacrato in particolare dal Festival di Sanremo. La sua folta e curata barba e lo sguardo gentile lo rendevano immediatamente riconoscibile, segnando indelebilmente il suo iconico profilo sul palcoscenico e sul piccolo schermo.\u00a0<\/p>\n<p>Giuseppe &#8216;Peppe&#8217; Vessicchio era nato a Napoli il 17 marzo 1956. La sua storia comincia tra i vicoli dove la musica \u00e8 parte del respiro quotidiano. Diplomato in pianoforte, muove i primi passi come arrangiatore per artisti partenopei: Nino Buonocore, Edoardo Bennato, Peppino di Capri, Lina Sastri. Il suo talento per l&#8217;arrangiamento, la misura, l&#8217;equilibrio lo porta presto oltre il Golfo di Napoli. Negli anni Ottanta inizia una lunga e fruttuosa collaborazione con Gino Paoli: da quell&#8217;incontro nascono brani come &#8220;Ti lascio una canzone&#8221;, &#8220;Cosa far\u00f2 da grande&#8221; e &#8220;Una lunga storia d&#8217;amore&#8221;, che diventeranno classici della canzone d&#8217;autore.\u00a0<\/p>\n<p>Negli stessi anni milita brevemente nel gruppo comico-musicale I Trettr\u00e9, suonando chitarra e pianoforte. Ma quando il trio decide di virare verso il cabaret, Vessicchio sceglie la strada pi\u00f9 difficile: lascia il successo facile e si dedica completamente alla musica. &#8220;Non volevo far ridere, volevo far vibrare&#8221;, raccontava.\u00a0<\/p>\n<p>Il grande pubblico lo conosce dal 1990, quando appare per la prima volta al Festival di Sanremo. Da allora diventa presenza fissa sul palco dell&#8217;Ariston, il volto pi\u00f9 riconoscibile tra i direttori d&#8217;orchestra. Con il passare degli anni, il suo nome diventa un&#8217;istituzione, una garanzia di eleganza e sensibilit\u00e0 musicale. Nel 1994, 1997 e 1998 riceve il premio come miglior arrangiatore, nel 2000 la giuria presieduta da Luciano Pavarotti gli assegna un riconoscimento speciale.\u00a0<\/p>\n<p>\nQuattro volte vincitore del Festival come direttore d&#8217;orchestra &#8211; con &#8220;Sentimento&#8221; degli Avion Travel (2000), &#8220;Per dire di no&#8221; di Alexia (2003), &#8220;Per tutte le volte&#8221; che di Valerio Scanu (2010) e &#8220;Chiamami ancora amore&#8221; di Roberto Vecchioni (2011) &#8211; Vessicchio ha diretto sul palco sanremese anche Mia Martini, Mango, Elio e le Storie Tese, Le Vibrazioni, Gianluca Grignani, Arisa, e molti altri. Negli ultimi anni il suo ritorno all&#8217;Ariston era accolto da vere e proprie ovazioni: un fenomeno affettivo, prima ancora che musicale.\u00a0<\/p>\n<p>Ma Peppe Vessicchio non era solo il &#8220;Maestro di Sanremo&#8221;. \u00c8 stato autore, compositore, arrangiatore e insegnante, una figura di mediazione tra la musica colta e quella popolare. Dal 2001 al 2012 &#8211; e poi ancora dal 2018 al 2022 &#8211; \u00e8 stato docente e direttore d&#8217;orchestra nel talent show &#8220;Amici&#8221; di Maria De Filippi. \u00c8 l\u00ec che, con tono pacato e ironico, ha educato milioni di giovani spettatori alla disciplina e al rispetto della musica. &#8220;Ogni persona \u00e8 come una corda e possiede una capacit\u00e0 di vibrazione &#8211; diceva -. Quando incrociamo le nostre vere passioni, iniziamo a suonare davvero&#8221;. Il suo approccio era sempre umano, mai accademico: per lui l&#8217;educazione musicale coincideva con la ricerca dell&#8217;equilibrio interiore.\u00a0<\/p>\n<p>Vessicchio parlava spesso dell'&#8221;armonia naturale&#8221; come chiave di lettura del mondo. L&#8217;armonia, diceva, \u00e8 &#8220;l&#8217;ottimale condizione degli elementi di un insieme&#8221;: non solo in musica, ma nella vita. Credeva che la bellezza fosse una proporzione, una vibrazione giusta, un equilibrio sottile tra il suono e il silenzio. &#8220;Il silenzio \u00e8 il tessuto in cui il suono si intrufola&#8221;, amava ripetere. Era un&#8217;estetica ma anche un&#8217;etica: il rispetto dei tempi, dell&#8217;ascolto, del lavoro degli altri. &#8220;Bisogna trovare la propria velocit\u00e0&#8221;, spiegava, &#8220;una velocit\u00e0 che sia la tua, non quella del mercato&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Nel 2024 l&#8217;Orchestra del Teatro alla Scala ha eseguito una sua composizione da camera, &#8220;Tarantina&#8221;: un riconoscimento simbolico per un artista che, pur provenendo dalla musica leggera, aveva sempre cercato il dialogo con la musica colta. &#8220;Sentire la mia musica alla Scala \u00e8 stato come tornare a casa dopo un lungo viaggio&#8221;, raccontava con la sua consueta modestia.\u00a0<\/p>\n<p>Negli ultimi anni Vessicchio aveva coltivato un&#8217;altra passione: il vino. Con l&#8217;imprenditore Riccardo Iacobone aveva fondato in Abruzzo Musik\u00e8 Vini, una cantina in cui i vini venivano affinati al suono di frequenze armoniche naturali. Un esperimento di musicoterapia enologica, che univa la scienza all\u2019intuizione. &#8220;Dentro un calice di brandy &#8211; diceva &#8211; c&#8217;\u00e8 il bilanciamento tra l&#8217;operato umano e la bont\u00e0 della natura. \u00c8 la stessa armonia che cerco in musica&#8221;. I fondi raccolti dalle vendite servivano a finanziare borse di studio per giovani musicisti dell&#8217;Accademia Peparini, con l&#8217;obiettivo di portare la musica &#8220;nei luoghi degli ultimi, dove nessuno pu\u00f2 ascoltarla&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Napoletano d&#8217;animo, ma cittadino del mondo, Vessicchio ha diretto orchestre a Mosca, Citt\u00e0 del Messico, Milano, Firenze, Parigi. Era socio dell&#8217;associazione Trenta Ore per la Vita, per la quale ha curato gala e concerti benefici. Dal 2017 faceva parte della commissione selezionatrice dello Zecchino d\u2019Oro, di cui era anche direttore artistico. Nel 2025 era tornato in televisione come giurato al Festival di Castrocaro e ospite di Lip Sync Battle, dimostrando ancora una volta la sua ironia e la sua voglia di mettersi in gioco.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Dirigere l\u2019orchestra \u00e8 una frase che mi insegue &#8211; confidava &#8211; ma in realt\u00e0 io non volevo dirigere: volevo scrivere, unire, cercare l&#8217;armonia&#8221;. Forse \u00e8 questo il segreto del suo successo: la capacit\u00e0 di essere popolare senza essere mai superficiale, di parlare a tutti senza abbassare il tono. Amava citare Vin\u00edcius de Moraes: &#8220;La vita \u00e8 l&#8217;arte dell&#8217;incontro&#8221;. E tutta la sua esistenza \u00e8 stata un incontro continuo tra mondi, suoni, persone, idee. (di Paolo Martini)\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>spettacoli<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=25875\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Se c&#8217;\u00e8 una voce che rester\u00e0 nella memoria collettiva degli italiani, \u00e8 quella&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":25876,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-25875","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25875","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=25875"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25875\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25888,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25875\/revisions\/25888"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/25876"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=25875"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=25875"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=25875"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}