{"id":24431,"date":"2025-11-04T18:14:00","date_gmt":"2025-11-04T18:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=24431"},"modified":"2025-11-04T18:14:00","modified_gmt":"2025-11-04T18:14:00","slug":"dolore-cronico-esperti-esempi-regionali-virtuosi-ma-gestione-non-omogenea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=24431","title":{"rendered":"Dolore cronico, esperti: &#8220;Esempi regionali virtuosi ma gestione non omogenea&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Oggi esiste una grande eterogeneit\u00e0 nella presa in carico del paziente con dolore cronico, ma ci sono degli esempi regionali da cui attingere perch\u00e9 gli oltre 10 milioni di italiani che soffrono i questo disturbo non debbano aspettare anni per una diagnosi, per accedere alle terapie corrette e non siano penalizzati dall&#8217;abitare lontano da un centro di riferimento. Sono i temi del quarto episodio, dal titolo &#8216;Dolore cronico &#8211; I diversi modelli regionali di presa in carico&#8217;, della serie vodcast &#8216;E tu, sai cosa si prova?&#8217;, realizzata da Adnkronos in partnership con Sandoz, disponibile sul canale YouTube di Adnkronos e su Spotify.\u00a0<\/p>\n<p>In Italia esiste il diritto a non soffrire, ed \u00e8 garantito dalla legge 38 del 2010, che stabilisce un modello multidisciplinare nella gestione del dolore cronico, con una diagnosi tempestiva, percorsi adeguati, una presa in carico multidisciplinare e integrata con accesso alle cure in reti del territorio A 15 anni dalla legge, la sua applicazione non \u00e8 omogenea. &#8220;Molte Regioni hanno normato, ma una delle esperienze pi\u00f9 strutturate \u00e8 in Liguria&#8221;, spiega Luca Pinto, Cluster Leader Patients &amp; Healthcare Solutions Iqvia, illustrando i risultati del Progetto &#8216;Algos&#8217;, un nuovo modello organizzativo per la gestione integrata ospedale-territorio del paziente con dolore cronico, realizzato nell&#8217;Asl 3 Genovese. &#8220;Un modello replicabile in altre aree &#8211; aggiunge Pinto &#8211; Un approccio quindi reale e concreto, fatto di analisi normativa, definizione dei percorsi e osservazione del vissuto reale del paziente&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Nel Lazio c&#8217;\u00e8 una rete grande, complessa, da riordinare. &#8220;Partiamo da un presupposto &#8211; chiarisce Roberta Della Casa, componente VII Commissione Sanit\u00e0, Politiche sociali, Integrazione sociosanitaria, Welfare del Consiglio regionale &#8211; Ci sono i decreti Dm70 e Dm77 che definiscono le reti ospedaliere e territoriali, con centri hub-spoke. Ma questo non basta per rispondere alla complessit\u00e0 del dolore cronico che \u00e8 diverso dall&#8217;oncologico, delle cure palliative. Nel Lazio abbiamo eccellenze importanti, ma serve connetterle, mettere in rete, integrarle&#8221;. La Regione &#8211; si scopre ascoltando il vodcast &#8211; ha avviato un confronto con clinici, aziende sanitarie, associazioni pazienti, industria. &#8220;Stiamo lavorando per costituire una cabina di regia regionale &#8211; continua Della Casa &#8211; che possa definire linee guida comuni e un modello organizzativo unico su tutto il territorio&#8221;. Il punto cruciale? &#8220;La tecnologia. Servono sistemi informatici reali, interoperabili, che non facciano disperdere traccia delle terapie e dei passaggi del paziente&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>In questo contesto anche l&#8217;industria ha un ruolo non secondario. &#8220;Avere una legge dedicata \u00e8 gi\u00e0 un contesto favorevole &#8211; evidenzia Paolo Fedeli, Head of corporate affairs Sandoz &#8211; ma dobbiamo arrivare alla piena attuazione. E questo significa mettere in rete tutti gli attori&#8221;. Per questo &#8220;serve anche una maggior attenzione al dolore cronico non oncologico, perch\u00e9 non riguarda solo il fine vita. Riguarda la qualit\u00e0 della vita quotidiana delle persone&#8221;. Nel contesto, inoltre, non va ignorata anche la questione demografica. &#8220;Il dolore della vecchiaia non pu\u00f2 essere considerato inevitabile &#8211; avverte Fedeli &#8211; Con l&#8217;invecchiamento della popolazione, crescer\u00e0. E dobbiamo essere pronti&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Oltre a quella ligure ci sono altre esperienze regionali che, implementate a livello nazionale, potrebbero fare la differenza. &#8220;In Piemonte &#8211; precisa Pinto &#8211; le cure primarie hanno un ruolo attivo, sentinella. E&#8217; un modello forte perch\u00e9 la rete territoriale era gi\u00e0 solida prima dell&#8217;implementazione dei Pdta&#8221;, i percorsi diagnostico terapeutico-assistenziali dedicati. Altre Regioni presentano esperienze di best practice &#8211; si sottolinea nel vodcast &#8211; e un elemento importante di integrazione che emerge, nella presa in carico del dolore cronico, riguarda l&#8217;impiego di strumenti digitali non solo teorici, ma effettivamente utilizzati, come la telemedicina e il teleconsulto.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Mettere in rete significa anche raggiungere le periferie, che in una regione come il Lazio non sono solo periferie urbane, ma territori lontani, province, aree pi\u00f9 difficili da raggiungere &#8211; osserva Della Casa &#8211; Ecco perch\u00e9 le Case di comunit\u00e0 saranno fondamentali come primo punto di accesso&#8221;. Inoltre, &#8220;nuove terapie, anche non farmacologiche, nuove tecnologie, neurostimolazione e l&#8217;arrivo di terapie innovative che possono essere fatte in setting territoriali, cambieranno la quotidianit\u00e0 del paziente&#8221;, sempre con l&#8217;obiettivo di evitare che qualcuno resti indietro o che debba vivere anni senza una diagnosi e senza una terapia adeguata. L&#8217;intero episodio del vodcast &#8216;E tu, sai cosa si prova? Comprendere e affrontare il dolore cronico&#8217; \u00e8 online sul canale YouTube e nella sezione podcast di adnkronos.com e su Spotify.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>salute<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=24431\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Oggi esiste una grande eterogeneit\u00e0 nella presa in carico del paziente con dolore&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":24432,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-24431","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24431","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24431"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24431\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24454,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24431\/revisions\/24454"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/24432"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24431"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24431"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24431"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}