{"id":24316,"date":"2025-11-04T15:14:30","date_gmt":"2025-11-04T15:14:30","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=24316"},"modified":"2025-11-04T15:14:30","modified_gmt":"2025-11-04T15:14:30","slug":"tumore-al-seno-contro-le-forme-piu-difficili-arriva-lidentikit-epigenetico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=24316","title":{"rendered":"Tumore al seno, contro le forme pi\u00f9 difficili arriva l&#8217;identikit epigenetico"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211;<br \/>\nUn identikit epigenetico del cancro al seno (e in futuro anche di altri tumori) per cure mirate contro le forme pi\u00f9 difficili, ancora orfane di terapia. Un team dell&#8217;Istituto europeo di oncologia di Milano, guidato da Tiziana Bonaldi a capo dell&#8217;Unit\u00e0 di ricerca Nuclear Proteomics, ha scoperto come individuare il profilo epigenetico del cancro: la &#8216;seconda identit\u00e0 genetica&#8217; di ogni tumore, che pu\u00f2 essere bersaglio di farmaci su misura, rendendo curabili anche i tumori che oggi non lo sono. I risultati dello studio Ieo sono stati pubblicati su &#8216;Nature Communications&#8217;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Le attuali targeted-therapy, che hanno rivoluzionato la cura dei tumori, si basano sul profilo mutazionale, vale a dire le alterazioni geniche che si producono nella sequenza del Dna e caratterizzano un tumore in modo permanente. Queste alterazioni possono essere bersagliate da molecole mirate per renderle inattive&#8221;, illustra Bonaldi. &#8220;Sappiamo per\u00f2 che esiste anche un secondo profilo, diciamo una seconda identit\u00e0 &#8211; precisa &#8211; che \u00e8 quello epigenetico, che regola l&#8217;attivit\u00e0 del Dna in base a fattori esterni come dieta e ambiente. Ovviamente si tratta di un profilo pi\u00f9 dinamico e instabile rispetto a quello mutazionale, perch\u00e9 le alterazioni epigenetiche sono reversibili e possono essere modificate, anche in questo caso con farmaci mirati detti appunto epigenetici. Il profilo epigenetico \u00e8 quindi molto interessante dal punto di vista della cura oncologica, ma fino a ieri non c&#8217;erano strumenti per generarlo da campioni clinici. Allo Ieo abbiamo messo a punto la prima piattaforma tecnologica che permette di ottenere il profilo epigenetico completo dei tumori&#8221;. Un risultato che secondo gli scienziati &#8220;potr\u00e0 cambiare la storia dei tumori pi\u00f9 temibili, fino ad oggi orfani di cure innovative&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Il risultato &#8211; spiega Giulia Robusti, giovane ricercatrice che ha firmato il lavoro &#8211; \u00e8 stato ottenuto grazie alla collaborazione fra noi ricercatori di base, i clinici e la biobanca Ieo, lavorando su 200 campioni clinici di tumori della mammella. Prima abbiamo individuato una firma epigenetica, cio\u00e8 un insieme di marcatori, che caratterizza i tumori di tipo triplo negativo, una forma di tumore mammario che purtroppo manca di terapie specifiche. Abbiamo successivamente scoperto che l&#8217;aumento di uno specifico marcatore epigenetico \u00e8 legato a una peggiore risposta alla chemioterapia. Questo aumento \u00e8 dovuto all&#8217;azione di un enzima conosciuto e abbiamo trovato un farmaco epigenetico, gi\u00e0 in uso, capace di inibirlo. Nei test in vitro le cellule esposte al farmaco crescono meno e diventano sensibili alla chemioterapia. Questi risultati sono stati confermati in vivo&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Il 15-20% di tutti i tumori del seno appartengono al tipo molecolare triplo negativo, che rappresenta la sfida pi\u00f9 impegnativa perch\u00e9 \u00e8 una malattia eterogenea di cui non si conoscono target molecolari specifici, e di conseguenza non si dispone di farmaci di nuova generazione&#8221;, ricordano dall&#8217;Irccs fondato da Umberto Veronesi. &#8220;Abbiamo capito &#8211; riferisce Roberta Noberini, prima co-autrice dello studio &#8211; che per trovare nuovi target era necessario utilizzare un approccio diverso da quello mutazionale che studia le alterazioni permanenti nel Dna. Abbiamo pensato che il tumore \u00e8 invece plastico e ha un grande capacit\u00e0 di adattamento, per esempio per sviluppare la resistenza ai farmaci, per cui abbiamo cercato una tecnologia capace di evidenziare il profilo epigenetico che sa cogliere questa plasticit\u00e0. Sappiamo infatti che l&#8217;epigenetica ha un ruolo importante nella progressione tumorale e nella formazione di metastasi. Una volta generato l&#8217;identikit epigenetico, lo abbiamo integrato con altre profilazioni molecolari per identificare il meccanismo attraverso cui agisce&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;La nostra scoperta apre orizzonti clinici molto promettenti per i tumori mammari triplo negativi, perch\u00e9 il farmaco epigenetico che abbiamo utilizzato appartiene alla classe degli inibitori di un enzima di cui conosciamo l&#8217;efficacia. Il nostro progetto \u00e8 infatti di cercare marcatori epigenetici per farmaci gi\u00e0 in uso, per poterli applicare rapidamente in clinica&#8221;, afferma Alessandro Vai, dottorando che nello studio si \u00e8 occupato delle analisi bioinformatiche.\u00a0<\/p>\n<p>L&#8217;approccio usato in questo progetto \u00e8 applicabile anche ad altri contesti tumorali, puntualizzano gli scienziati. &#8220;Il nostro prossimo studio in quest&#8217;area &#8211; anticipa Bonaldi &#8211; riguarder\u00e0 il tumore dell&#8217;ovaio, tristemente conosciuto per la resilienza e resistenza ai farmaci, in vista della sperimentazione clinica. Nel frattempo ci siamo posti il prossimo quesito di ricerca: se la firma epigenetica \u00e8 presente e rilevabile nel tessuto, perch\u00e9 non dovrebbe esserlo anche nel sangue? L&#8217;idea di ottenere il profilo epigenetico con un semplice prelievo di sangue &#8211; prospetta la ricercatrice &#8211; non \u00e8 un&#8217;utopia&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>salute<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=24316\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Un identikit epigenetico del cancro al seno (e in futuro anche di altri&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":24317,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-24316","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24316","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24316"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24316\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24339,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24316\/revisions\/24339"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/24317"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24316"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24316"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24316"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}