{"id":24225,"date":"2025-11-04T12:34:17","date_gmt":"2025-11-04T12:34:17","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=24225"},"modified":"2025-11-04T12:34:17","modified_gmt":"2025-11-04T12:34:17","slug":"alpinisti-italiani-morti-in-nepal-chi-erano-stefano-farronato-e-alessandro-caputo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=24225","title":{"rendered":"Alpinisti italiani morti in Nepal, chi erano Stefano Farronato e Alessandro Caputo"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Aveva dedicato la vita all\u2019esplorazione estrema Stefano Farronato, uno degli alpinisti italiani morti in Nepal. L\u2019arboricoltore bassanese, assieme ai compagni di cordata &#8211; l\u2019alpinista Valter Perlino e il maestro di sci Alessandro Caputo, anch\u2019esso deceduto dopo essere stati sorpresi da una forte nevicata &#8211; aveva deciso di affrontare in Nepal la scalata con gli sci del Panbari Himal, tra le montagne pi\u00f9 difficili dell&#8217;Himalaya nepalese, al confine tra i distretti nepalesi di Gorkha e Manang. Il capocordata, che si trovava al campo base, \u00e8 stato salvato domenica da un elicottero. \u00a0<\/p>\n<p>Caputo, 28 anni, era studente di Giurisprudenza a Milano e faceva il maestro di sci a Sankt Moritz in Svizzera. Fra Perlino e Farronato, era il pi\u00f9 giovane dei partecipanti alla spedizione Panbari Q7, da sempre amante dei viaggi &#8211; era stato in Per\u00f9 e in Australia.\u00a0<\/p>\n<p>A lungo territorio inesplorato e chiuso agli stranieri, il Panbari Himal venne scalato nel 2006 grazie a una spedizione francese. Per Farronato si trattava della 18esima spedizione, dopo quelle in giro per il mondo tra Ecuador, Patagonia, Groenlandia e Mongolia, tra le altre destinazioni. Partito il 7 ottobre scorso con Perlino e Caputo, per il progetto &#8216;Panbari Q7&#8217; e il team, aveva raccontato dell\u2019impresa dicendo di affrontare questa sfida \u201ccon grande rispetto per la montagna e per la cultura nepalese\u201d come racconta Bassanonet. Il Panbari \u201crappresenta un obiettivo di valore e per noi un\u2019occasione di misurarci con l\u2019imprevisto e con i limiti personali, nel solco di un alpinismo che ama la scoperta e l\u2019essenzialit\u00e0\u201d avevano spiegato.\u00a0<\/p>\n<p>Alla vigilia della partenza, Farronato, ribattezzato &#8216;lo scalatore di alberi&#8217; che amava definire &#8220;la mia meravigliosa priorit\u00e0&#8221; aveva ammesso: &#8220;E&#8217; la mia diciottesima spedizione ma ogni volta \u00e8 come fosse la prima. Non si tratta solo di una scalata, ma di un viaggio dentro s\u00e9 stessi, un confronto diretto con i propri limiti e con l\u2019imprevedibilit\u00e0 della natura. Davanti alla grandezza delle montagne himalayane ci si sente piccoli, eppure \u00e8 proprio l\u00ec che si ritrova l\u2019essenza dell\u2019esplorazione: il silenzio, la fatica, la meraviglia di un mondo incontaminato. \u00c8 questo che mi spinge a partire: la possibilit\u00e0 di andare oltre, fuori e dentro di me&#8221;. Farronato era originario di Bassano del Grappa, ed era il titolare di Aforest, un\u2019azienda di arboricoltura con sede a Cassola (Vicenza). Alessandro Caputo, 28 anni, era invece il pi\u00f9 giovane della spedizione. Faceva il maestro di sci e studiava Giurisprudenza a Milano. \u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>internazionale\/esteri<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=24225\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Aveva dedicato la vita all\u2019esplorazione estrema Stefano Farronato, uno degli alpinisti italiani morti&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":24226,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-24225","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24225","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24225"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24225\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24244,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24225\/revisions\/24244"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/24226"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24225"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24225"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24225"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}