{"id":23494,"date":"2025-10-31T13:31:37","date_gmt":"2025-10-31T13:31:37","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=23494"},"modified":"2025-10-31T13:31:37","modified_gmt":"2025-10-31T13:31:37","slug":"dai-rifiuti-alle-risorse-la-nuova-cultura-delleconomia-circolare-secondo-de-santoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=23494","title":{"rendered":"Dai rifiuti alle risorse: la nuova cultura dell&#8217;economia circolare secondo De Santoli"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Prorettore per la Sostenibilit\u00e0 all\u2019Universit\u00e0 Sapienza di Roma, dove \u00e8 anche presidente del Corso di Laurea in Ingegneria Energetica, Livio De Santoli \u00e8 una delle voci pi\u00f9 autorevoli in Italia sui temi della transizione energetica, dell\u2019efficienza e dell\u2019economia circolare. In questa intervista all\u2019Adnkronos, parla del ruolo delle universit\u00e0 come laboratori di sostenibilit\u00e0, delle sfide del Green Deal europeo, del costo dell\u2019energia e delle opportunit\u00e0 legate alle rinnovabili e alla manifattura verde. Ma soprattutto insiste su un concetto: l\u2019economia circolare non \u00e8 una tecnica, \u00e8 una cultura.\u00a0<\/p>\n<p>\nProfessore, cosa significa oggi per un\u2019universit\u00e0 come la Sapienza essere sostenibile?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>La nostra esperienza \u00e8 quella di un grande ateneo \u2013 pi\u00f9 di 100 mila studenti \u2013 che sperimenta un nuovo modo di affrontare i temi della sostenibilit\u00e0. Il primo passo \u00e8 stato coinvolgere tutti i settori disciplinari: dalla medicina all\u2019ingegneria, dall\u2019architettura alla sociologia, fino all\u2019economia. Solo con un approccio transdisciplinare possiamo capire limiti e potenzialit\u00e0 di questa trasformazione. Ogni corso ora riporta accanto all\u2019insegnamento il \u201cgoal\u201d dell\u2019Agenda 2030 a cui contribuisce: cos\u00ec lo studente percepisce la connessione tra la propria disciplina e gli obiettivi globali. La sostenibilit\u00e0, prima di tutto, \u00e8 una questione culturale.\u00a0<\/p>\n<p>\nIn Europa si discute del pacchetto \u201comnibus\u201d ambientale e industriale. Come giudica l\u2019evoluzione del Green Deal?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Mi auguro che si trovi un equilibrio, perch\u00e9 non si pu\u00f2 cancellare un lavoro di cinque anni che ha dato all\u2019Europa una leadership mondiale nella decarbonizzazione. Siamo vicini al traguardo 2030 e dobbiamo continuare fino al 2050. Alcuni Paesi sono sulla buona strada, l\u2019Italia un po\u2019 meno, ma non ha alternative: seguire la transizione energetica e digitale \u00e8 l\u2019unico modo per garantire sviluppo industriale, riduzione dei costi e nuova occupazione.\u00a0<\/p>\n<p>\nIl costo dell\u2019energia resta per\u00f2 un freno per le imprese europee. Come ridurlo?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019unica via, anche con l\u2019attuale mercato dell\u2019energia, \u00e8 sviluppare massicciamente le rinnovabili. Le nuove aste stanno fissando prezzi intorno ai 60 euro per megawattora, poco pi\u00f9 della met\u00e0 della media 2024. Lo sviluppo delle rinnovabili, anche senza riforme di mercato, riduce l\u2019impatto del gas sul prezzo finale. La Spagna, per esempio, ha costi dell\u2019energia inferiori del 40% rispetto all\u2019Italia. E noi abbiamo i costi pi\u00f9 alti d\u2019Europa, che a loro volta sono i pi\u00f9 alti del mondo. Il problema non \u00e8 il costo del solare o dell\u2019eolico, ma la lentezza con cui li integriamo nel sistema. Se raggiungiamo il 60% di penetrazione elettrica al 2030, i benefici saranno immediati per famiglie e imprese.\u00a0<\/p>\n<p>\nI data center, che consumano molta energia, stanno nascendo soprattutto al Nord mentre le rinnovabili si concentrano al Sud. Come conciliare le due tendenze?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Il tema dei data center sar\u00e0 cruciale. Oggi assorbono circa il 3% dei consumi globali e raddoppieranno entro dieci anni. Concentrano energia laddove le rinnovabili, invece, sono distribuite. Dobbiamo ripensare il modello: la rete va resa pi\u00f9 flessibile, con accumuli diffusi e logiche di prossimit\u00e0 energetica. L\u2019intelligenza artificiale pu\u00f2 aiutarci a ottimizzare il sistema, ma serve pianificazione: i data center dovranno essere costruiti dove esiste un mix energetico sostenibile, o dotati di fonti rinnovabili proprie.\u00a0<\/p>\n<p>\nL\u2019Italia viene spesso citata come eccellenza nell\u2019economia circolare. \u00c8 un modello esportabile?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>S\u00ec, e va chiarito che l\u2019economia circolare non \u00e8 solo gestione dei rifiuti. \u00c8 un modo di pensare, una cultura che riguarda l\u2019intero ciclo di vita dei prodotti. Certo, abbiamo risultati notevoli nel riciclo di carta, vetro e materiali, ma la vera sfida \u00e8 cambiare mentalit\u00e0, a partire dai decisori. L\u2019Italia ha gi\u00e0 una tradizione industriale e artigianale che favorisce l\u2019efficienza, e questo pu\u00f2 diventare un vantaggio competitivo. Come Paese siamo stati anche pionieri dell\u2019efficienza energetica: gi\u00e0 dagli anni \u201970 avevamo politiche avanzate. Oggi abbiamo una delle intensit\u00e0 energetiche pi\u00f9 basse d\u2019Europa, segno che si pu\u00f2 crescere consumando meno energia.\u00a0<\/p>\n<p>\nLa disponibilit\u00e0 di materie prime critiche \u00e8 ormai una questione geopolitica. Come pu\u00f2 l\u2019Europa rendersi autonoma? Attraverso un\u2019industria del riciclo di questi elementi?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la vera sfida. Possiamo creare una filiera europea delle terre rare e dei materiali critici. Con il gas e il petrolio eravamo totalmente dipendenti; con i nuovi materiali possiamo cambiare paradigma, perch\u00e9 non si \u201cbruciano\u201d: si riutilizzano. L\u2019Italia, grazie alla sua esperienza nel riciclo, pu\u00f2 diventare un hub del riuso di componenti strategici. \u00c8 un\u2019occasione unica per un\u2019industria autonoma e competitiva, che crei valore e occupazione.\u00a0<\/p>\n<p>\nLei cita spesso le opportunit\u00e0 industriali della transizione. Quali sono i settori su cui puntare ora?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Abbiamo due grandi fronti: l\u2019eolico offshore e l\u2019idrogeno. Siamo ancora indietro, ma dobbiamo arrivare a 2,1 GW entro il 2030. Le nostre coste profonde richiedono piattaforme galleggianti, una tecnologia che possiamo sviluppare in Italia. Anche la Danimarca sta investendo qui: perch\u00e9 non farlo noi per primi? E poi ci sono le gigafactory per le batterie: Enel, Eni e persino la cinese Byd stanno valutando l\u2019Italia come base produttiva. Questo significherebbe creare occupazione, tecnologia e una vera filiera europea dell\u2019energia. \u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>economia<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=23494\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Prorettore per la Sostenibilit\u00e0 all\u2019Universit\u00e0 Sapienza di Roma, dove \u00e8 anche presidente del&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":23495,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-23494","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23494","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=23494"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23494\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23509,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23494\/revisions\/23509"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/23495"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=23494"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=23494"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=23494"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}