{"id":23428,"date":"2025-10-31T10:59:00","date_gmt":"2025-10-31T10:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=23428"},"modified":"2025-10-31T10:59:00","modified_gmt":"2025-10-31T10:59:00","slug":"ho-visto-dove-hanno-ucciso-pasolini-il-sangue-le-impronte-fu-un-agguato-non-ho-dubbi-i-ricordi-di-dante-ferretti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=23428","title":{"rendered":"&#8220;Ho visto dove hanno ucciso Pasolini, il sangue, le impronte. Fu un agguato, non ho dubbi&#8221;. I ricordi di Dante Ferretti"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211;<br \/>\nDante Ferretti, tre volte premio Oscar e tra i pi\u00f9 celebri scenografi al mondo, ha lavorato con Pier Paolo Pasolini, ucciso nella notte tra l\u20191 e il 2 novembre 1975, in otto film: \u201cnel primo, \u2018Il Vangelo secondo Matteo\u2019, avevo a malapena 18 anni\u201d, racconta all\u2019Adnkronos. \u201cEro l\u2019assistente di Luigi Scaccianoce, che aveva l&#8217;abitudine di accettare pi\u00f9 incarichi contemporaneamente. Mentre giravamo tra i sassi di Matera, Pasolini mi chiedeva dove fosse lo scenografo, che si presentava sul set una o due volte a settimana, e io dovevo accampare scuse e inventare urgenti impegni familiari. Successe anche in due film successivi, \u2018Uccellacci e uccellini\u2019 con Tot\u00f2 e l\u2019\u2019Edipo Re\u2019 che girammo in Marocco, a Ouarzazate, A quel punto per\u00f2 Pasolini sapeva che a guidare il lavoro c\u2019ero io, e nel frattempo si era creato un rapporto solido fatto di fiducia e rispetto: \u2018Meglio cos\u00ec, noi ci capiamo\u2019, mi diceva\u201d. \u00a0<\/p>\n<p>\u2018Edipo Re\u2019 nel 1968 vinse il Nastro d\u2019Argento per la scenografia, ma dal palco Scaccianoce neanche menzion\u00f2 il suo assistente Ferretti, che in realt\u00e0 aveva fatto tutto il lavoro. \u201cMi aveva detto che neanche sarebbe andato alla cerimonia\u201d, ricorda lo scenografo, che negli anni successivi si rifece ampiamente di questa ingiustizia: grazie al suo lavoro con Fellini, Scorsese, Zeffirelli, Tim Burton, e al sodalizio sentimentale e professionale con la moglie Francesca Lo Schiavo, \u00e8 stato candidato a 10 Oscar (di cui tre vinti) e ha ricevuto 4 Bafta, 4 David di Donatello, e 12 Nastri d\u2019Argento. \u00a0<\/p>\n<p>E&#8217; con \u2018Medea\u2019 che diventa ufficialmente lo scenografo di Pasolini. \u201cAvevo appena finito un lavoro con Fellini. Esco di casa per andare a mangiare uno spaghetto da Mastino a Fregene e passare la giornata al mare, ma mi dimentico una cosa e risalgo a casa. Squilla il telefono: \u2018Ferretti, deve partire subito per la Cappadocia! Domani \u00e8 il primo giorno di riprese e il regista la vuole sul set\u2019. Non sapevo nulla del film, che aveva un\u2019altra scenografa, ma parto con il primo volo, arrivo sul set il giorno dopo e trovo una produzione che \u00e8 l\u00ec da settimane senza aver girato nulla. Mi danno quattro ore per allestire il carro su cui deve salire la Callas. Mi faccio aiutare da chi conoscevo sul set, tra cui Piero Tosi e Gabriella Pescucci (in seguito anche lei premio Oscar, ndr) e riusciamo a portare a casa la prima scena. Pasolini si avvicina e mi dice \u2018Benissimo, stanotte lei si legge il copione e domani si riparte\u201d (i due si sono dati del lei fino all\u2019ultimo giorno). \u00a0<\/p>\n<p>Dopo \u2018il Decameron\u2019 (1971) Pasolini lo definisce \u2018il mio pittore\u2019 per la capacit\u00e0 di costruire ambienti che sembrano affreschi medievali viventi. Il secondo capitolo della \u2018Trilogia della Vita\u2019, ovvero \u2018I racconti di Canterbury\u2019, lo girano in Inghilterra, mentre il terzo, \u2018Il Fiore delle mille e una notte\u2019, \u00e8 ambientato tra Medio Oriente, Africa e Asia. Arriva il 1975, anno di \u2018Sal\u00f2 o le 120 giornate di Sodoma\u2019, l\u2019ultimo film del regista. \u201cNon era ancora uscito in Italia. Lo aveva appena presentato a Parigi e sapevamo che avrebbe creato grande scandalo\u201d, ricorda Ferretti. \u00a0<\/p>\n<p>In quegli anni Pasolini pubblica articoli affilati sul \u2018Corriere della Sera\u2019 e inizia a scrivere \u2018Petrolio\u2019, un romanzo di durissima critica politica e sociale, in cui dice che avrebbe fatto \u201cnomi e cognomi\u201d. Ci aveva lavorato nella Torre di Chia, rudere di un antico castello nel viterbese che Dante Ferretti aveva contribuito a ridisegnare e restaurare. \u201cSi fece molti nemici\u201d, prosegue lo scenografo nel suo colloquio con l\u2019Adnkronos. \u201cSono sicuro che il suo omicidio fu un agguato, \u00e8 stato condannato Pino Pelosi ma c\u2019erano altre persone. L\u2019avvocato della famiglia, Nino Marazzita, mi mand\u00f2 sul luogo del delitto, all&#8217;Idroscalo di Ostia, per fare fotografie, prendere le misure e disegnare la scena del crimine. Era chiaro dalle impronte, dal sangue e dai segni che fu opera di un gruppo\u201d. \u00a0<\/p>\n<p>Ferretti ha dedicato un libro intimo e profondo al loro rapporto. &#8220;Bellezza imperfetta. Io e Pasolini&#8221;, pubblicato da Edizioni Pendragon nel 2024 e curato da David Miliozzi, \u00e8 molto pi\u00f9 di un memoir: \u00e8 un viaggio onirico nella memoria di un&#8217;amicizia che ha segnato per sempre la vita e la carriera dello scenografo. \u201cSono felice per come il libro \u00e8 stato accolto\u201d, conclude. \u201cPer troppi anni Pasolini non \u00e8 stato riconosciuto per il suo talento e la sua genialit\u00e0. Mi diceva sempre: &#8216;Le cose fatte bene sembrano finte, l&#8217;imperfezione \u00e8 necessaria perch\u00e9 appaia la verit\u00e0&#8217;\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cultura<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=23428\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Dante Ferretti, tre volte premio Oscar e tra i pi\u00f9 celebri scenografi al&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":23429,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-23428","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23428","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=23428"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23428\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23448,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23428\/revisions\/23448"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/23429"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=23428"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=23428"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=23428"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}