{"id":23263,"date":"2025-10-30T16:57:39","date_gmt":"2025-10-30T16:57:39","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=23263"},"modified":"2025-10-30T16:57:39","modified_gmt":"2025-10-30T16:57:39","slug":"emoglobinopatie-le-10-priorita-per-una-gestione-equa-ed-efficace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=23263","title":{"rendered":"Emoglobinopatie, le 10 priorit\u00e0 per una gestione equa ed efficace"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Dieci proposte per migliorare la gestione delle emoglobinopatie nel nostro Paese. E&#8217; il cuore del documento &#8216;Strategie e proposte per migliorare la gestione delle emoglobinopatie in Italia&#8217;, presentato oggi a Roma e realizzato da The European House &#8211; Ambrosetti con il contributo non condizionante di Vertex Pharmaceuticals. &#8220;Parlare oggi di emoglobinopatie, e in particolare di beta-talassemia e drepanocitosi, \u00e8 importante e lo \u00e8 particolarmente per l&#8217;Italia, un&#8217;area storicamente endemica per queste malattie &#8211; ha sottolineato Rossana Bubbico, Senior Consultant di The European House &#8211; Ambrosetti &#8211; Parlarne significa affrontare una sfida che riguarda non solo la salute, ma anche l&#8217;equit\u00e0 e l&#8217;organizzazione del nostro sistema sanitario. Il documento elaborato insieme alle societ\u00e0 scientifiche di riferimento, come Site, Aieop e Gitnmo, rappresenta un passo importante verso la costruzione di un nuovo modello nazionale di governance, capace di garantire uniformit\u00e0 di accesso e qualit\u00e0 nelle cure&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Attualmente, gli unici dati epidemiologici disponibili sulle emoglobinopatie in Italia sono frutto di stime di prevalenza o rilevazioni parziali da parte dei singoli centri, ricorda una nota. Secondo gli ultimi dati disponibili, circa 7mila italiani sono affetti da beta-talassemia, e a questi si aggiungono oltre 2.300 (fino a 4.500 secondo altre fonti) che soffrono di malattia drepanocitica. Gli impatti sanitari e sociali della patologia sono di gran lunga superiore se si considera che il 6,5% della popolazione italiana \u00e8 portatore di una forma di difetto ereditario di emoglobina. Per monitorare l&#8217;evoluzione epidemiologica a livello nazionale e programmare al meglio l&#8217;assistenza sanitaria per questi pazienti, gi\u00e0 nel 2017 \u00e8 stato istituito un Registro nazionale delle talassemie e delle emoglobinopatie, che tuttavia non \u00e8 ancora attivo.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;L&#8217;Italia rappresenta uno dei principali bacini endemici europei e globali per le emoglobinopatie &#8211; evidenzia Gian Luca Forni, presidente di ForAnemia Foundation Ets, Genova &#8211; I flussi migratori degli ultimi anni, da aree ad alta incidenza di emoglobinopatie, hanno significativamente aumentato il numero dei pazienti e dei portatori diffondendo queste patologie a tutto il territorio nazionale. Il numero dei pazienti delle varie forme di sindromi talassemiche e falcemiche, dai dati ricavati da una survey della Societ\u00e0 italiana talassemie ed emoglobinopatie (Site), si attesta intorno ai 10mila pazienti. E&#8217; tuttavia evidente la necessit\u00e0 che il Registro nazionale delle emoglobinopatie sia finalmente reso operativo, cos\u00ec da avere dati utili per la pianificazione delle strategie di cura e degli interventi di prevenzione&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>Con un decreto ministeriale del 2023 &#8211; continua la nota &#8211; \u00e8 stata istituita anche la Rete nazionale talassemia e altre emoglobinopatie, con l&#8217;obiettivo di coordinare i centri di riferimento e definire linee guida e criteri per l&#8217;identificazione delle strutture. Diverse Regioni &#8211; tra cui Emilia Romagna, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna &#8211; hanno formalizzato una rete regionale specifica, mentre in altre, come Veneto e Piemonte, le emoglobinopatie sono integrate nelle reti ematologiche o emato-oncologiche pediatriche regionali. In parallelo, molte hanno adottato specifici percorsi (Pdta) per garantire continuit\u00e0 tra ospedale e territorio e standard di cura uniformi. Attualmente, secondo una recente indagine pubblicata sulla rivista &#8216;Haematologica&#8217;, sono oltre 130 le strutture sanitarie e ospedaliere che hanno in cura almeno un paziente con emoglobinopatia. La distribuzione regionale dei centri rilevati risulta relativamente omogenea rispetto agli abitanti, ma disomogenea guardando ai pazienti seguiti: il numero di centri per 100 pazienti \u00e8 significativamente inferiore nelle regioni in cui la prevalenza \u00e8 pi\u00f9 alta, come Sardegna e Sicilia, ma anche Lombardia. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;La rete nazionale e le collaborazioni tra gli esperti delle diverse reti regionali e delle reti di societ\u00e0 scientifiche sono il motore di una presa in carico efficace e omogenea dei pazienti&#8221;, afferma Raffaella Colombatti, coordinatore del gruppo di lavoro Patologia del globulo rosso dell&#8217;Associazione italiana di ematologia e oncologia pediatrica (Aieop). &#8220;L&#8217;inclusione di numerosi centri hub regionali come centri di eccellenza della European Reference Network (Ern ) dedicata alle malattie ematologiche rare Ern-EuroBloodNet sottolinea l&#8217;opportunit\u00e0 presente nell&#8217;attuale momento storico di condivisione di protocolli e definizione di Pdta comuni che consentono di superare le disuguaglianze territoriali e di assicurare un accesso tempestivo e appropriato alle cure. Accanto alle reti servono programmi informativi per medici e pazienti, perch\u00e9 solo una conoscenza diffusa pu\u00f2 rendere la prevenzione, la diagnosi precoce e la presa in carico multidisciplinare realmente efficaci&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Se negli anni Sessanta i pazienti con talassemia major non sopravvivevano oltre i 10-15 anni, oggi l&#8217;aspettativa di vita pu\u00f2 superare i 60 anni. Ciononostante, permangono difformit\u00e0 territoriali nella disponibilit\u00e0 e nella qualit\u00e0 delle prestazioni. La scarsa presenza di modelli organizzativi strutturati si ripercuote soprattutto sui centri pi\u00f9 grandi, che hanno in carico circa il 70% dei pazienti. Inoltre, a causa della carenza di personale &#8211; riporta la nota &#8211; circa il 20% dei centri specialistici dispone di un solo medico, un fattore fortemente ostativo alla corretta presa in carico e gestione dei pazienti.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;L&#8217;esperienza italiana nella gestione delle emoglobinopatie \u00e8 un esempio di eccellenza clinica e scientifica, costruita su ricerca, prevenzione e presa in carico multidisciplinare &#8211; osserva Filomena Longo, componente del Comitato direttivo Site &#8211; Oggi, tuttavia, la diversit\u00e0 dei modelli regionali impone un impegno comune per armonizzare criteri e organizzazione dei centri, cos\u00ec da assicurare a ogni paziente un accesso equo, una continuit\u00e0 assistenziale efficace e standard di cura omogenei su tutto il territorio nazionale&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>La disponibilit\u00e0 di nuove terapie chiede &#8220;nuovi paradigmi: l&#8217;innovazione terapeutica apre possibilit\u00e0 straordinarie, ma la crescente complessit\u00e0 dello scenario clinico richiede modelli di presa in carico sempre pi\u00f9 integrati &#8211; rimarca Mattia Algeri, responsabile Unit\u00e0 clinica del Gruppo italiano per il trapianto di midollo osseo, cellule staminali emopoietiche e terapia cellulare (Gitmo) &#8211; Solo l&#8217;evoluzione dei percorsi assistenziali, basata sul lavoro del team multidisciplinare e sul dialogo costante tra specialisti, pu\u00f2 tradurre il potenziale delle nuove cure in benefici concreti per ogni paziente. In questo contesto, il trapiantologo rappresenta una figura chiave nel coordinare l&#8217;interazione tra le diverse figure e nel ridisegnare le strategie di cura&#8221;. L&#8217;innovazione terapeutica e organizzativa non pu\u00f2 prescindere da una revisione dei programmi formativi, a partire dall&#8217;inserimento in pianta stabile di insegnamenti o moduli specifici in tema di emoglobinopatie all&#8217;interno dei programmi dei corsi di laurea di Medicina e Chirurgia e delle professioni sanitarie, cos\u00ec come delle scuole di specializzazione di area medica. \u00a0<\/p>\n<p>Alla presentazione del documento sono intervenuti anche: Francesco Zaffini, presidente della Commissione Affari sociali, Sanit\u00e0 del Senato della Repubblica; Luca Castagna, vice presidente Gitmo; Ilenia Malavasi, componente della Commissione Affari sociali, Camera dei deputati; Francesca Masiello, referente del monitoraggio della terapia trasfusionale ai pazienti talassemici del Centro nazionale sangue, Iss; Angela Mastronuzzi, presidente Aieop; Raffaella Origa, presidente Site; Raoul Russo, componente della Commissione Bilancio, Senato.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>salute<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=23263\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Dieci proposte per migliorare la gestione delle emoglobinopatie nel nostro Paese. 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