{"id":23019,"date":"2025-10-30T00:07:54","date_gmt":"2025-10-30T00:07:54","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=23019"},"modified":"2025-10-30T00:07:54","modified_gmt":"2025-10-30T00:07:54","slug":"infarto-e-ictus-aumenta-il-rischio-dopo-influenza-e-covid-lo-studio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=23019","title":{"rendered":"Infarto e ictus, aumenta il rischio dopo influenza e covid: lo studio"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Inverno tempo di influenza, Covid e altri virus respiratori. E se l&#8217;attenzione di chi cade nella rete dei patogeni stagionali \u00e8 ovviamente concentrata sui sintomi pi\u00f9 immediati ed evidenti (febbre alta, mal di gola, tosse, naso che cola), un nuovo studio accende i riflettori sui rischi nascosti che entrano in gioco nelle settimane post infezione. Sembra infatti che in questa fase successiva il rischio di infarto o ictus possa aumentare drasticamente, anche di 3-5 volte. Mentre le infezioni croniche come l&#8217;Hiv possono accrescere il rischio a lungo termine. La ricerca che indaga su questo aspetto \u00e8 pubblicata sul &#8216;Journal of the American Heart Association&#8217; e indaga sull&#8217;impatto che diverse infezioni hanno sull&#8217;apparato cardiovascolare.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;\u00c8 ampiamente riconosciuto che il Papilloma virus umano (Hpv), il virus dell&#8217;epatite B e altri virus possono causare il cancro. Invece il legame tra infezioni virali e altre malattie non trasmissibili, come le malattie cardiovascolari, \u00e8 meno compreso&#8221;, osserva Kosuke Kawai, autore principale dello studio ed esperto della David Geffen School of Medicine dell&#8217;University of California a Los Angeles (Ucla). \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Il nostro lavoro rileva che le infezioni virali acute e croniche sono collegate a rischi di malattie cardiovascolari sia a breve che a lungo termine, inclusi ictus e infarti&#8221;. Per approfondire la questione, i ricercatori hanno esaminato tutti gli studi pubblicati che hanno indagato l&#8217;associazione tra qualsiasi infezione virale e il rischio di ictus e infarto, passando in rassegna inizialmente pi\u00f9 di 52mila pubblicazioni e identificandone 155 come opportunamente progettate e di alta qualit\u00e0, tali da consentire una metanalisi dei dati combinati.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Gli autori hanno cos\u00ec scoperto che le probabilit\u00e0 di avere un infarto o un ictus sono 4 volte maggiori nel mese successivo a un attacco di influenza confermata in laboratorio. E, per quanto riguarda il Covid, che le persone hanno una probabilit\u00e0 3 volte maggiore di avere un infarto e 3 volte maggiore di avere un ictus nelle 14 settimane successive all&#8217;infezione, con un rischio che rimane elevato per un anno. Una possibile spiegazione di questo rischio aumentato? La risposta naturale del sistema immunitario alle infezioni virali, evidenziano gli esperti, include il rilascio di molecole che innescano e sostengono l&#8217;infiammazione e promuovono la tendenza del sangue a coagularsi, entrambi fenomeni che possono perdurare a lungo dopo la risoluzione dell&#8217;infezione iniziale. Sia l&#8217;infiammazione che la coagulazione del sangue possono ridurre la capacit\u00e0 del cuore di funzionare correttamente e potrebbero contribuire a spiegare l&#8217;aumento del rischio di infarto e ictus.\u00a0<\/p>\n<p>L&#8217;infiammazione gioca infatti un ruolo chiave nello sviluppo e nella progressione delle malattie cardiovascolari, chiariscono gli autori. Tanto che proprio la gestione dell&#8217;infiammazione sta diventando una parte importante della prevenzione e del trattamento di queste patologie. I ricercatori hanno indagato anche sull&#8217;impatto di infezioni virali croniche, e hanno scoperto: un rischio maggiore del 60% di infarto e del 45% di ictus nelle persone con infezione da Hiv; un rischio maggiore del 27% di infarto e del 23% di ictus nelle persone con infezione da epatite C; un rischio d&#8217;infarto aumentato del 12% e di ictus del 18% nelle persone affette da herpes zoster. \u00a0<\/p>\n<p>Ma, precisano ancora gli esperti, &#8220;i rischi elevati di malattie cardiovascolari osservati per Hiv, epatite C e herpes zoster&#8221; sono comunque &#8220;inferiori rispetto al rischio elevato a breve termine post influenza e Covid&#8221;. Tuttavia, i rischi associati a questi tre virus restano clinicamente rilevanti, soprattutto perch\u00e9 persistono per un lungo periodo di tempo. &#8220;Inoltre, l&#8217;herpes zoster colpisce circa una persona su tre nel corso della vita&#8221;, rimarca Kawai. &#8220;Pertanto, l&#8217;elevato rischio associato a quel virus si traduce in un elevato numero di casi in eccesso di malattie cardiovascolari a livello di popolazione&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>I risultati suggeriscono anche un aspetto di prevenzione: l&#8217;aumento dei tassi di vaccinazione contro l&#8217;influenza, il Covid e l&#8217;herpes zoster potrebbe ridurre il tasso complessivo di infarti e ictus, \u00e8 l&#8217;idea. A titolo di esempio, i ricercatori citano una revisione del 2022 dei dati scientifici disponibili che ha rilevato un rischio inferiore del 34% di eventi cardiovascolari maggiori tra i partecipanti sottoposti a vaccino antinfluenzale in studi clinici randomizzati rispetto ai partecipanti agli stessi studi selezionati casualmente per ricevere invece un placebo.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Le misure preventive contro le infezioni virali, inclusa la vaccinazione, possono svolgere un ruolo importante nel ridurre il rischio di malattie cardiovascolari &#8211; conferma Kawai &#8211; La prevenzione \u00e8 particolarmente importante per gli adulti che hanno gi\u00e0 malattie cardiovascolari o fattori di rischio&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>L&#8217;American Heart Association, alla luce dei risultati e poich\u00e9 le persone con malattie cardiovascolari potrebbero andare incontro a complicazioni pi\u00f9 gravi a causa di questi virus, raccomanda di consultare un medico per valutare quali vaccini siano pi\u00f9 adatti, poich\u00e9 la vaccinazione offre una protezione fondamentale alle persone gi\u00e0 a rischio aumentato. I ricercatori precisano che sono necessari ulteriori studi per comprendere i possibili collegamenti tra rischio di malattie cardiache e diversi altri virus, tra cui citomegalovirus, herpes simplex 1, dengue e Papilloma virus umano. \u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>salute<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=23019\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Inverno tempo di influenza, Covid e altri virus respiratori. 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