{"id":22819,"date":"2025-10-29T14:00:00","date_gmt":"2025-10-29T14:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=22819"},"modified":"2025-10-29T14:00:00","modified_gmt":"2025-10-29T14:00:00","slug":"tony-esposito-james-senese-era-un-eroe-il-sax-del-riscatto-napoletano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=22819","title":{"rendered":"Tony Esposito: &#8220;James Senese era un eroe, il sax del riscatto napoletano&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; \u201cJames era un eroe. Un eroe vero, perch\u00e9 \u00e8 riuscito a superare tutto attraverso la musica\u201d. Comincia cos\u00ec il ricordo di Tony Esposito, compagno di palco e amico di James Senese per oltre quarant\u2019anni. Intervistato dall&#8217;Adnkronos, Esposito non parla con dolore, ma con una dolcezza piena di gratitudine. Perch\u00e9, dice, \u201cJames non era solo un grande musicista: era una persona perbene, delicata, affettuosa, dolcissima, piena di umanit\u00e0. Quando stava con noi era quello che si preoccupava per tutti, che arrivava con i pasticcini se mancava da qualche giorno. Cercava affetto, e lo capivi\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Per Esposito, la storia di Senese \u00e8 prima di tutto &#8220;una storia di riscatto: lui ha trasformato la diversit\u00e0 in forza. \u00c8 riuscito, con il sax, a dare voce a un\u2019intera citt\u00e0\u201d.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>\nCome vorresti che fosse ricordato James Senese? \u201cCome un eroe. Un eroe perch\u00e9 \u00e8 riuscito a superare la difficolt\u00e0 di essere un ragazzo di colore, cresciuto nell\u2019hinterland napoletano degli anni Quaranta e Cinquanta. In quegli anni non era facile: o prendevi strade sbagliate, o dovevi lottare contro pregiudizi fortissimi. Lui, attraverso la musica, ha trovato il riscatto. \u00c8 riuscito a diventare un maestro, riconosciuto in tutto il mondo. E il mondo lo ha chiamato \u2018Maestro\u2019&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>\nTi ricordi il vostro primo incontro? \u201cS\u00ec, risale alla met\u00e0 degli anni Settanta. James aveva da poco fondato i Napoli Centrale, dopo l\u2019esperienza con gli Showmen. In quel periodo portavano avanti una musica nuova: il funk napoletano, il jazz mescolato al ritmo della nostra citt\u00e0. Io l\u2019ho incontrato perch\u00e9 avevamo lo stesso produttore, Willy David, che poi fu anche il produttore di Pino Daniele. Fu proprio James a dirmi: \u2018Ti voglio far conoscere Willy, \u00e8 molto bravo, pu\u00f2 fare qualcosa per te\u2019. Grazie a lui conobbi Willy, che poi divenne il mio produttore di sempre e anche quello di Pino. Quella fu la nostra prima vera occasione di incontro\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>\nNegli anni com&#8217;\u00e8 rimasto il tuo rapporto con James? \u201cQuello di una bella e grande amicizia. James \u00e8 sempre rimasto un ragazzo. Emotivamente era un bambino, aveva slanci, entusiasmo, bisogno d\u2019affetto. Quando era felice voleva offrire la cena, regalare pizze, portare qualcosa a tutti. Era capace di grandi gesti, spontanei, sinceri. Questo suo bisogno di amore era evidente, ma anche bellissimo: era la sua umanit\u00e0. Nonostante il successo, \u00e8 rimasto sempre quello che era, con lo stesso cuore di ragazzo\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>\nQuale fu la magia che fece nascere il leggendario Supergruppo di Pino Daniele (con Te, James Senese, Tullio De Piscopo, Rino Zurzolo e Joe Amoruso)? \u201cFu un caso fortunato, e molto merito va a Willy DeVille. Pino, agli inizi, aveva collaborato proprio con James: faceva il tecnico, montava gli amplificatori, poi suonava il basso. Quando Pino inizi\u00f2 ad affermarsi, Willy gli sugger\u00ec di creare un supergruppo per i suoi concerti. Cos\u00ec nacque la band: io, Tullio De Piscopo, Rino Zurzolo, Joe Amoruso, James Senese. Tutti musicisti napoletani che avevano gi\u00e0 una storia alle spalle. James era la seconda voce di Pino, il suo sax era la voce di Napul\u2019\u00e8. Quel suono particolare, partenopeo, ha legato per sempre le nostre carriere. Era il suono del riscatto, della verit\u00e0. A Napoli oggi il suo volto \u00e8 sui muri insieme a Maradona: \u00e8 uno dei grandi simboli di questa citt\u00e0\u201d. \u00a0<\/p>\n<p>\nLa magia di allora sarebbe ancora possibile oggi? \u201cOggi manca la cultura dello strumento. James rappresentava proprio questo: il suono, la luce, la materia viva della musica. Con l\u2019avvento del computer \u00e8 cambiato tutto. La tecnologia ha reso le cose pi\u00f9 piatte, ha tolto la ricerca, l\u2019errore, l\u2019imperfezione che rendeva vera la musica. Negli anni Settanta c\u2019era studio, sperimentazione. Un pezzo poteva durare dieci minuti, perch\u00e9 c\u2019era improvvisazione, dialogo, scambio con il pubblico. Oggi i giovani non conoscono neanche pi\u00f9 il senso di \u2018improvvisare\u2019. Si \u00e8 perso lo spirito della musica\u201d. \u00a0<\/p>\n<p>\nPensi che fenomeni come i M\u00e5neskin abbiano riavvicinato i giovani alla musica suonata? \u201cNo. I M\u00e5neskin sono stati un fenomeno troppo veloce, troppo costruito, troppo impacchettato. Non hanno avuto il tempo di crescere. Certo, hanno riportato un po\u2019 di attenzione sul rock e sugli strumenti suonati sul palco, ma \u00e8 stato tutto troppo etichettato, troppo superficiale. La musica vera nasce nei gruppi che provano, sbagliano, e continuano a provare, insieme. Non mi pare che per loro sia andata cos\u00ec. Troppo marketing e poco feeling\u201d. \u00a0<\/p>\n<p>\nSperi che Napoli possa ricordare James Senese con un grande live in Piazza del Plebiscito? \u201cS\u00ec, credo che sia dovuto. Domani saremo tutti a Miano, il suo quartiere, dove sar\u00e0 celebrato il funerale. Era il suo posto, la sua casa: l\u00ec si sentiva protetto, non ha mai voluto lasciarlo. Ma Napoli dovr\u00e0 omaggiarlo come merita. Ne sto gi\u00e0 parlando con Tullio De Piscopo, Clementino, Rocco Hunt. James va ricordato con la musica, nella piazza pi\u00f9 bella della citt\u00e0.\u201d\u00a0<\/p>\n<p>Tony Esposito si ferma, poi conclude piano: \u201cJames era l\u2019eroe del sax, il suono del riscatto. Se oggi Napoli ha una voce nel mondo, \u00e8 anche grazie a lui.\u201d (di Antonella Nesi)\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>spettacoli<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=22819\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; \u201cJames era un eroe. 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