{"id":22113,"date":"2025-10-27T17:00:00","date_gmt":"2025-10-27T17:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=22113"},"modified":"2025-10-27T17:00:00","modified_gmt":"2025-10-27T17:00:00","slug":"medicina-neurologi-linnovazione-puo-cambiare-la-storia-di-molte-malattie-ma-serve-equita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=22113","title":{"rendered":"Medicina, neurologi: &#8220;L&#8217;innovazione pu\u00f2 cambiare la storia di molte malattie ma serve equit\u00e0&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; La neurologia sta attraversando una fase di evoluzione rapida e profonda. Tecnologie digitali e intelligenza artificiale con strumenti basati su machine learning e deep learning stanno trasformando l&#8217;analisi delle neuroimmagini, la previsione dell&#8217;evoluzione delle malattie, la diagnosi precoce e la personalizzazione dei trattamenti. A sostegno di questa transizione &#8211; come \u00e8 stato evidenziato al Congresso della Societ\u00e0 italiana di neurologia, in corso a Padova fino al 28 ottobre &#8211; la Sin ha avviato il progetto &#8216;Digital Neuro Hub&#8217;, un ecosistema digitale integrato pensato per supportare decisioni cliniche informate, senza trascurare gli aspetti etici, la sicurezza dei dati e la relazione medico-paziente. &#8220;La neurologia di oggi \u00e8 una disciplina in rapida trasformazione, che richiede un approccio multidisciplinare, tecnologico e centrato sulla persona &#8211; sottolinea Alessandro Padovani, presidente uscente Sin &#8211; Le innovazioni presentate in questo congresso mostrano che possiamo davvero modificare il decorso di molte patologie. Ma serve garantire un accesso equo su tutto il territorio nazionale&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>L&#8217;adozione di tecnologie avanzate &#8211; dalla neuroinformatica all&#8217;intelligenza artificiale, dai biomarcatori digitali ai dispositivi indossabili &#8211; sta ridefinendo l&#8217;intero approccio neurologico, rendendolo sempre pi\u00f9 predittivo, preventivo e personalizzato. In quest&#8217;ottica, la Sin ribadisce la necessit\u00e0 di &#8220;investimenti strutturali nella formazione digitale dei neurologi, nella creazione di infrastrutture condivise e nell&#8217;adozione su larga scala di strumenti innovativi&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Tra le principali sessioni del congresso, emerge quella dedicata all&#8217;epilessia. Con circa 500mila persone colpite in Italia, la patologia \u00e8 oggi protagonista di una svolta terapeutica senza precedenti. Dopo decenni di trattamenti centrati sul controllo delle crisi, oggi &#8211; spiegano gli esperti &#8211; la ricerca punta a &#8220;modificare il decorso della malattia, intervenendo sulle cause. Accanto ai farmaci antiepilettici di nuova generazione, come lacosamide, perampanel, brivaracetam e cenobamato, si stanno sviluppando strategie antiepilettogeniche che mirano a bloccare la comparsa della malattia dopo eventi come trauma cranico o ictus&#8221;. Inoltre, sono state identificate mutazioni in geni chiave (Scn1A, Stxbp1, Depdc5, Gabrg2), aprendo la strada a una medicina di precisione. In forme specifiche, la terapia \u00e8 eziologica: la dieta chetogenica nella sindrome da deficit di Glut1 e l&#8217;everolimus nella sclerosi tuberosa. Sono in fase avanzata di sviluppo terapie geniche e approcci basati su Rna interference, particolarmente promettenti per le forme infantili gravi. Sul fronte tecnologico, dispositivi di neurostimolazione &#8216;intelligente&#8217; e sistemi Eeg sottocutanei permettono un monitoraggio continuo e interventi mirati in tempo reale. L&#8217;intelligenza artificiale supporta la predizione degli esiti chirurgici e ottimizza la gestione terapeutica.\u00a0<\/p>\n<p>Sull&#8217;emicrania &#8211; malattia neurologica cronica che interessa circa il 12% della popolazione adulta, con una prevalenza fino al 25% nelle donne in et\u00e0 fertile con attacchi, spesso invalidanti, accompagnati da sintomi neurovegetativi e sensoriali &#8211; oggi, oltre ai trattamenti tradizionali, &#8220;sono disponibili nuove opzioni terapeutiche: il lasmiditan e i gepanti (rimegepant e atogepant), efficaci nel trattamento degli attacchi acuti, e 4 anticorpi monoclonali anti-Cgrp (erenumab, eptinezumab, fremanezumab, galcanezumab) per la prevenzione. Per i pazienti con emicrania cronica, resta indicata anche la tossina botulinica di tipo A&#8221;. I nuovi farmaci, altamente selettivi, sono gi\u00e0 disponibili nel Servizio sanitario nazionale per i pazienti con forme refrattarie.\u00a0<\/p>\n<p>Nella malattia di Parkinson &#8211; secondo disturbo neurodegenerativo per diffusione, in forte crescita a livello globale &#8211; tra i fattori di rischio, oltre all&#8217;et\u00e0, emergono centrali fattori ambientali e comportamentali come l&#8217;esposizione a pesticidi, l&#8217;inquinamento atmosferico e la sedentariet\u00e0, elencano i neurologi. La ricerca si concentra oggi su &#8220;terapie disease-modifying, come gli anticorpi monoclonali anti-\u03b1-sinucleina, mirati a prevenire l&#8217;accumulo patologico della proteina. Al contempo, si rafforza l&#8217;importanza della brain health, un concetto che integra prevenzione, stili di vita sani e riduzione dei fattori di rischio modificabili&#8221;, per contrastare precocemente i meccanismi della neurodegenerazione.\u00a0<\/p>\n<p>Per la sclerosi laterale amiotrofica (Sla), malattia rara e devastante che interessa circa 6mila italiani &#8211; proseguono gli esperti &#8211; negli ultimi anni si sono aperte nuove prospettive, con l&#8217;identificazione di numerosi geni associati alla patologia e la comprensione di meccanismi patogenici come alterazioni della proteasi, del metabolismo dell&#8217;Rna, neuroinfiammazione, disfunzioni mitocondriali. L&#8217;approvazione di tofersen, un oligonucleoide antisenso, rappresenta una svolta per i pazienti con mutazione Sod1. Numerosi altri approcci sono in fase di studio per mutazioni diverse. Per le forme sporadiche, l&#8217;attenzione si concentra su biomarcatori (neurofilamenti), imaging avanzato e trial clinici adattativi, come la piattaforma Tricals, permettono di testare pi\u00f9 farmaci in parallelo. I modelli di cura multidisciplinare e l&#8217;uso di tecnologie assistive (es. eye-tracking, interfacce cervello-computer) contribuiscono a mantenere autonomia e qualit\u00e0 della vita anche nelle fasi pi\u00f9 avanzate.\u00a0<\/p>\n<p>Nella sclerosi multipla, che continua a registrare un aumento dell&#8217;incidenza, specie nella fascia giovane-adulta &#8211; rimarcano i neurologi &#8211; il legame con il virus di Epstein-Barr \u00e8 ormai confermato, cos\u00ec come l&#8217;importanza di una diagnosi precoce e di trattamenti tempestivi. Oltre 20 farmaci sono oggi disponibili, dai pi\u00f9 tradizionali a quelli ad alta efficacia (anticorpi monoclonali, cladribina). In casi selezionati, il trapianto autologo di cellule staminali rappresenta un&#8217;opzione terapeutica promettente. Nuovi biomarcatori e tecniche di imaging avanzato supportano un monitoraggio sempre pi\u00f9 preciso. La ricerca si orienta verso strategie multitarget, con inibitori della tirosin-chinasi di Bruton e terapie che mirano alla microglia e agli astrociti, attori chiave nella progressione.\u00a0<\/p>\n<p>E ancora, per la miastenia gravis, malattia autoimmune della giunzione neuromuscolare, c&#8217;\u00e8 stato un notevole avanzamento nelle opzioni terapeutiche. I nuovi anticorpi monoclonali (anti-Cd20, anti-Cd19), i bloccanti del complemento (eculizumab, ravulizumab, zilucoplan) e gli antagonisti del recettore FcRn (efgartigimod, rozanolixizumab) rappresentano una svolta per i pazienti con forme generalizzate anti-AChR positive. Le indicazioni terapeutiche variano in base al profilo anticorpale e alla forma clinica, evidenziando l&#8217;importanza di protocolli personalizzati e di un approccio immunologico mirato. Le forme oculare e sieronegativa rimangono ancora oggetto di ricerca attiva. \u00a0<\/p>\n<p>Infine, per la malattia di Alzheimer che rappresenta il 60% delle demenze, con circa 600mila casi in Italia, l&#8217;introduzione dei biomarcatori plasmatici, come il dosaggio del rapporto pTau217\/\u03b2-amiloide, promette una rivoluzione nella diagnosi precoce, accessibile e non invasiva. I nuovi anticorpi monoclonali anti-amiloide (lecanemab e donanemab) &#8211; concludono i neurologi &#8211; hanno dimostrato la &#8220;capacit\u00e0 di rallentare la progressione clinica nei pazienti con malattia in fase iniziale e presenza documentata di \u03b2-amiloide. Tuttavia, la complessit\u00e0 nella gestione di queste terapie (monitoraggio, selezione dei pazienti, rischio di Aria &#8211; Amyloid Related-Imaging-Abnormalities) richiede un adeguato riassetto organizzativo&#8221; del sistema sanitario e un&#8217;attenta valutazione della sostenibilit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>salute<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=22113\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La neurologia sta attraversando una fase di evoluzione rapida e profonda. 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