{"id":19713,"date":"2025-10-20T15:24:11","date_gmt":"2025-10-20T15:24:11","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=19713"},"modified":"2025-10-20T15:24:11","modified_gmt":"2025-10-20T15:24:11","slug":"xylella-cia-e-allarme-per-calabria-agire-subito-o-danni-irreparabili-per-settore-olivicolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=19713","title":{"rendered":"Xylella, Cia: \u00e8 allarme per Calabria, agire subito o danni irreparabili per settore olivicolo"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; La Calabria, e il suo patrimonio olivicolo, non possono pi\u00f9 considerarsi &#8216;zona franca&#8217; dalla xylella. E&#8217; l&#8217;allarme che lancia Cia Calabria sottolineando che &#8220;47 ulivi infetti individuati a Cagnano Varano, nel Gargano, rappresentano un punto di svolta negativo nella diffusione della Xylella fastidiosa. La malattia, che ha colpito duramente il Salento dal 2013, dimostra di non arrestarsi: le condizioni climatiche favorevoli e la mobilit\u00e0 degli insetti vettori suggeriscono che la Calabria non pu\u00f2 pi\u00f9 considerarsi &#8216;zona franca&#8217;. Anche la Basilicata, con la presenza di sottospecie del batterio in prossimit\u00e0 dei confini pugliesi, mostra come l\u2019infezione possa penetrare da settori contigui, aumentando il rischio per i territori olivicoli calabresi&#8221;, sottolinea l&#8217;organizzazione agricola. \u00a0<\/p>\n<p>E per Cia Calabria non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 tempo da perdere: &#8220;il mondo agricolo calabrese, le istituzioni regionali e centrali e le strutture tecniche devono stabilire un programma di prevenzione attiva che anticipi l\u2019epidemia, anzich\u00e9 rincorrerla. Serve nomina di un Commissario straordinario nazionale dotato di poteri semplificati e risorse dedicate, capace di coordinare le misure su scala nazionale e regionale. \u00c8 imprescindibile che la Regione Calabria, attraverso gli assessorati competenti, istituisca un piano regionale d\u2019emergenza, con protocolli sanitari aggiornabili e tempestivi. Occorre inoltre che il Governo centrale riconosca alla Calabria lo status di regione &#8216;a rischio elevato&#8217; e attivi fondi straordinari di sorveglianza, ricerca e compensazione in caso di danni. Il dialogo con l\u2019Unione Europea deve tradursi in finanziamenti aggiuntivi per la regione che sar\u00e0 bersaglio imminente del batterio&#8221;, continua Cia.\u00a0<\/p>\n<p>La Calabria, ricorda Cia, vanta una delle pi\u00f9 antiche e raffinate tradizioni olivicole italiane, dove cultivar come la Carolea, la Roggianella o la Ciciarello costituiscono non solo una risorsa economica, ma anche culturale e paesaggistica. &#8220;Questa eredit\u00e0 la rende essenziale e al tempo stesso vulnerabile. Le mappe di rischio agronomico mostrano che molte aree della regione \u2013 in particolare le fasce collinari e le zone costiere con clima mite \u2013 sono compatibili con la sopravvivenza e la diffusione del batterio. \u00c8 un dato che non lascia spazio all\u2019improvvisazione: ogni azione deve partire ora, con decisione e coerenza&#8221;, spiegano da Cia Calabria. \u00a0<\/p>\n<p>Secondo gli esperti dell&#8217;organizzazione agricola &#8220;dal fronte sperimentale e dai territori pugliesi emergono indicazioni che in Calabria dovrebbero diventare prassi consolidate. Il monitoraggio continuo, con controlli mirati e analisi fitosanitarie su piante sospette, \u00e8 la prima barriera efficace. Qualora si individuino piante infette, l\u2019azione tempestiva di eradicazione e l\u2019istituzione di zone tamponi circostanti possono impedire che il batterio si diffonda. Contemporaneamente, intervenire sui vettori, in particolare la Philaenus spumarius, la &#8216;sputacchina&#8217;, con interventi agronomici (lavorazioni leggere superficiali, diserbo programmato) e trattamenti mirati \u00e8 fondamentale per ridurre la pressione infettiva&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Secondo Cia Calabria &#8220;un altro pilastro \u00e8 la gestione del verde spontaneo e delle piante ospiti. Terreni incolti, bordi di strade, fossi e aree non curate offrono habitat ideali per il vettore; mantenerli puliti e ben gestiti \u00e8 un impegno che deve riguardare non solo gli agricoltori, ma anche le amministrazioni locali e gli enti territoriali. In questo senso, la prevenzione \u00e8 una responsabilit\u00e0 collettiva&#8221;, sottolinea ancora l&#8217;organizzazione. \u00a0<\/p>\n<p>E per Cia in un contesto di rischio crescente, i vivai che operano con materiali certificati e sani diventano un presidio fondamentale. Abbiamo vivai anche in Calabria che storicamente rappresentano un punto di riferimento importante per gli agricoltori: producono piante certificate, garantiscono qualit\u00e0 genetica e fitosanitaria e sono impegnati da generazioni nell\u2019evoluzione tecnica del vivaismo. Per Maria Grazia Milone, presidente di Cia Agricoltori Italiani Calabria Centro, \u201cla qualit\u00e0 \u00e8 lo strumento per superare le difficolt\u00e0 e vincere le sfide insieme. Il vivaio \u00e8 punto di partenza della filiera produttiva agroalimentare, per cui per ottenere produzioni di qualit\u00e0 \u00e8 necessario partire da piante di qualit\u00e0. Per piante di qualit\u00e0 intendo piante certificate, cio\u00e8 sane e certe dal punto di vista genetico. Queste sono garanzie necessarie che un imprenditore agricolo deve avere per fare un impianto remunerativo, che duri nel tempo, che abbia bisogno di minori input e che produca di pi\u00f9 e meglio&#8221;, sottolinea. \u00a0<\/p>\n<p>Ma per Cia Calabria &#8220;un ruolo strategico in questa sfida \u00e8 affidato al servizio fitosanitario regionale, il quale con un attento e capillare monitoraggio potrebbe scongiurare la presenza del batterio e\/o tempestivamente individuare ed eradicare un primo focolaio. Per fare questo, per\u00f2, \u00e8 necessario che al Servizio fitosanitario regionale, da anni sottodimensionato, venga riconosciuto il ruolo che ricopre e le diverse funzioni che svolge. \u00c8 necessario che questo comparto venga potenziato: avere un numero maggiore di ispettori, maggiori risorse e un dirigente dedicato&#8221;, sottolinea l&#8217;associazione. \u00a0<\/p>\n<p>La lotta alla Xylella non pu\u00f2 essere delegata solo agli agronomi e agli agricoltori: serve una mobilitazione istituzionale forte, secondo Cia per la quale &#8220;la Calabria ha oggi l\u2019occasione, forse l\u2019ultima, per mobilitarsi prima che l\u2019infezione varchi i suoi confini, ammesso che non lo abbia gi\u00e0 fatto, visto che finora non sono stati fatti controlli sufficienti per asserire questo con sicurezza. Il comparto olivicolo regionale, la cui crescita negli ultimi decenni \u00e8 stata costante, rischia di subire danni irreparabili. L\u2019avvento del batterio e il diffondersi della malattia impatterebbero sulla tradizione, la bellezza del panorama e sull\u2019economia che si basa in modo consistente sull\u2019olivicoltura&#8221;, lancia l&#8217;allrme l&#8217;associazione. \u00a0<\/p>\n<p>Per il presidente regionale di Cia Calabria Nicodemo Podella &#8220;se il meccanismo di difesa \u00e8 messo in moto oggi, con responsabilit\u00e0 e visione collettiva, si pu\u00f2 sperare di evitare che la Xylella tenga il destino della Calabria nelle sue spire. La chiamata \u00e8 alle istituzioni, agli agricoltori, alle filiere, e alla stessa societ\u00e0 civile affinch\u00e9, insieme, costruiscano una barriera di prevenzione che salvi il nostro patrimonio verde dalle ombre di un batterio implacabile.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>lavoro\/dati<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=19713\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La Calabria, e il suo patrimonio olivicolo, non possono pi\u00f9 considerarsi &#8216;zona franca&#8217;&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":19714,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[27],"class_list":["post-19713","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-lavoro","tag-lav"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19713","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19713"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19713\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19787,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19713\/revisions\/19787"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/19714"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19713"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19713"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19713"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}