{"id":19142,"date":"2025-10-18T14:52:16","date_gmt":"2025-10-18T14:52:16","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=19142"},"modified":"2025-10-18T14:52:16","modified_gmt":"2025-10-18T14:52:16","slug":"mostro-di-firenze-legale-delle-vittime-promuove-serie-netflix-finalemente-ricostruzione-seria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=19142","title":{"rendered":"Mostro di Firenze, legale delle vittime promuove serie Netflix: &#8220;Finalemente ricostruzione seria&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; &#8220;La ricostruzione storica appare accurata fin nei dettagli, i dialoghi sono verosimili e ben scritti&#8221;. E&#8217; una promozione a pieni voti quella che arriva per la serie Netflix sul mostro di Firenze &#8216;Il Mostro&#8217;, in uscita il prossimo 22 ottobre, dall&#8217;avvocato fiorentino Vieri Adriani, legale di parte civile per oltre trent&#8217;anni e rappresentante dei familiari della coppia francese assassinata nel settembre del 1985 a Scopeti di San Casciano, Nadine Mauriot e Jean Michel Kraveichvili. \u00a0<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una notte, nella campagna toscana, che non ha mai smesso di fare paura. Era il 21 agosto 1968. Due corpi in un&#8217;auto, un&#8217;Alfa Romeo Giulietta bianca ferma accanto a un fosso, il lampeggiatore acceso, in una strada sterrata vicino al cimitero di Signa (Firenze). Un bambino addormentato sul sedile posteriore. Oggi quel bambino \u00e8 un uomo di 63 anni, vive ai margini, e porta ancora addosso il peso di quella notte. Si chiama Natalino Mele, e fu l&#8217;unico testimone del primo duplice omicidio attribuito &#8211; molto tempo dopo &#8211; al mostro di Firenze. \u00a0<\/p>\n<p>\u00c8 proprio da l\u00ec che comincia &#8220;Il Mostro&#8221;, la nuova serie Netflix firmata dal regista Stefano Sollima (Romanzo criminale, Gomorra, Suburra), che l&#8217;ha prodotta, diretta e creata insieme a Leonardo Fasoli, in uscita il 22 ottobre, presentata in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia. Non un true crime classico, n\u00e9 l&#8217;ennesima rivisitazione della vicenda di Pietro Pacciani e dei suoi &#8216;compagni di merende&#8217;. La miniserie sceglie una strada diversa: tornare indietro, a quel primo omicidio dimenticato, e osservarlo con gli occhi dell&#8217;unico sopravvissuto. Quattro episodi per raccontare come tutto \u00e8 iniziato, prima ancora che la stampa coniasse il nome &#8220;Mostro&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Ho potuto vedere finora in anteprima solo la prima puntata della serie &#8216;Il Mostro&#8217; di Sollima, che trovo particolarmente interessante dopo anni di cosiddetti &#8216;documentari&#8217; in realt\u00e0 poco documentati&#8221;, dice il Vieri Adriani all&#8217;Adnkronos.\u00a0<\/p>\n<p>La serie ricostruisce in modo crudo e realistico l&#8217;Italia rurale degli anni Sessanta, fatta di patriarcato, gelosie, rancori familiari e silenzi imposti. Una societ\u00e0 arretrata, dove le donne erano punite per la loro libert\u00e0, e i delitti venivano sepolti sotto strati di vergogna. \u00c8 in quel mondo che si consuma l&#8217;omicidio di Barbara Locci e Antonio Lo Bianco, amanti appartati in auto dopo il cinema. Il figlio di lei, Natalino, si ritrova da solo a vagare nella notte fino a bussare alla porta di una casa due chilometri pi\u00f9 in l\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>\n&#8220;Mi svegliarono gli spari. Vidi la mamma morta. Ho detto le preghiere e cantato per non avere paura&#8221;, racconta oggi Natalino, segnato da un&#8217;esistenza di abbandoni, collegi, assistenti sociali e un&#8217;identit\u00e0 biologica scoperta solo nell&#8217;estate del 2025: non era figlio di Stefano Mele, l&#8217;uomo condannato per quel delitto, ma di Giovanni Vinci, uno degli altri amanti della madre, fratello maggiore di Francesco e Salvatore Vinci, entrambi coinvolti e poi scagionati nell&#8217;ambito della cosiddetta &#8220;pista sarda&#8221;, un filone dell&#8217;indagine sull&#8217;autore degli otto duplici omicidi che hanno insanguinato le colline intorno a Firenze. \u00a0<\/p>\n<p>Sollima non gira intorno ai mostri di carta. Scava nei documenti, nella memoria, nella carne viva di una vicenda che ha sconvolto l&#8217;Italia per quasi vent&#8217;anni: sedici vittime tra il 1968 e il 1985, mutilazioni, lettere anonime, bossoli che tornano da un delitto all&#8217;altro. Un&#8217;indagine impossibile, raccontata anche da chi visse quelle inchieste dall&#8217;interno, come l&#8217;ex magistrata Silvia Della Monica. \u00c8 lei a intuire per prima che il killer degli anni &#8217;80 aveva gi\u00e0 ucciso: proprio nel 1968. \u00c8 lei a ricevere la busta con il lembo di seno della vittima francese, l&#8217;ultima del &#8220;Mostro&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>L&#8217;avvocato Vieri Adriani &#8211; autore con Francesco Cappelletti e Salvatore Maugeri del libro &#8216;Delitto degli Scopeti. Giustizia mancata&#8217; (\u200eIbiskos Ulivieri, 2012) &#8211; prosegue: &#8220;Da un progetto di questo tipo non ci si pu\u00f2 aspettare &#8211; n\u00e9 sarebbe auspicabile &#8211; una ricostruzione processuale pedissequa, che risulterebbe probabilmente anche piuttosto noiosa. La ricostruzione storica della serie Netflix appare accurata fin nei dettagli; i dialoghi sono verosimili e ben scritti; efficace l&#8217;adozione di un punto di vista plurale, che consente pi\u00f9 interpretazioni senza costringere lo spettatore a parteggiare per una in particolare. La narrazione si modella sull&#8217;aspetto umano e psicologico dei personaggi, evidentemente ispirata agli atti processuali, letti e ponderati con attenzione. Chi \u00e8 in cerca di &#8216;verit\u00e0&#8217; farebbe bene a rivolgere le proprie domande ai magistrati, che finora l&#8217;hanno distribuita col contagocce. Dieci e lode a Sollima per la sceneggiatura, la fotografia, la cura delle ambientazioni e la scelta delle auto d&#8217;epoca&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>L&#8217;impianto narrativo della serie \u00e8 sorretto da attori sardi e volti sconosciuti, scelti per restituire autenticit\u00e0 e spogliare la storia di ogni sovrastruttura. Perch\u00e9 in questa vicenda non c&#8217;\u00e8 certezza. Solo ombre, errori investigativi, ipotesi sfumate: la pista sarda, i Vinci, i &#8216;compagni di merende&#8217;, la pistola Beretta calibro 22 mai ritrovata. (di Paolo Martini)\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>spettacoli<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=19142\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &#8220;La ricostruzione storica appare accurata fin nei dettagli, i dialoghi sono verosimili e&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":19143,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-19142","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19142","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19142"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19142\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19153,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19142\/revisions\/19153"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/19143"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19142"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19142"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19142"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}