{"id":1724,"date":"2025-08-28T15:10:27","date_gmt":"2025-08-28T15:10:27","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=1724"},"modified":"2025-08-28T15:10:27","modified_gmt":"2025-08-28T15:10:27","slug":"siti-sessisti-polizia-postale-bisogna-denunciare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=1724","title":{"rendered":"Siti sessisti, Polizia postale: &#8220;Bisogna denunciare&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Bisogna denunciare, segnalare non basta. E&#039; l&#039;appello della Polizia postale. Scatti intimi &#039;rubati&#039; e pubblicati all&#039;insaputa del partner. Ma non solo. Foto al mare. Di vip, ma anche di persone qualunque, vestite e &#039;svestite&#039; con programmi ad hoc e poi utilizzate per arricchire i contenuti di una pagina social, di un forum o di un canale su una chat. E&#039; la faccia oscura del web, la deriva di un mondo sempre pi\u00f9 virtuale ed esposto, tranne che alle vittime inconsapevoli. \u00a0&quot;Quello del gruppo &#039;Mia moglie&#039; \u00e8 stato un caso particolare, perch\u00e9 era su un social come Facebook, ma tendenzialmente il monitoraggio delle proprie foto, da parte della persona che \u00e8 stata ritratta inconsapevolmente, \u00e8 impossibile, essendo i contenuti per lo pi\u00f9 pubblicati su gruppi di messaggistica istantanea o addirittura su forum o piattaforme pi\u00f9 ristrette. Nella maggior parte dei casi le vittime nemmeno immaginano l&#039;esistenza di propri scatti in rete. In questi giorni per\u00f2, e in quelli a seguire, ci aspettiamo un bel po&#039; di denunce, magari da parte di chi spinto dalla curiosit\u00e0 potrebbe controllare di persona le foto pubblicate e scoprire di essere una vittima&quot;, spiega all&#039;Adnkronos il vicequestore della Polizia di Stato Giancarlo Gennaro, dirigente della Polizia postale.\u00a0&quot;Anche la vicenda dei filmati delle videocamere &#039;rubati&#039; dai sistemi di videosorveglianza e messi in rete, ha aperto gli occhi su questo fenomeno. E&#039; verosimile, quindi, che adesso si stia aprendo un vaso di Pandora per cui le persone diventano pi\u00f9 consapevoli e il fenomeno pi\u00f9 rilevante&quot;, dice. L&#039;unica arma in mano alle vittime \u00e8 la denuncia. &quot;La diffusione delle foto \u00e8 procedibile unicamente a querela della persona offesa; se non si denuncia, viene a mancare la condizione di procedibilit\u00e0. E&#039; l&#039;unico modo in cui \u00e8 possibile cristallizzare la situazione, informare l&#039;autorit\u00e0 giudiziaria e inviare le attivit\u00e0 investigative su quel determinato post.\u00a0E poi ci sono le problematiche investigative. &quot;Stiamo parlando di un mondo in cui i sistemi di anonimizzazione spopolano a pochi soldi, in cui \u00e8 facile creare delle vpn o collegarsi tramite &#039;nodo Tor&#039; (un server per rendere anonima la navigazione, ndr) &#8211; spiega il dirigente della Polizia postale &#8211; Tranne per gli utenti che sono &#039;in chiaro&#039;, con nome e cognome, non \u00e8 scontato riuscire a individuare le persone che stanno commettendo quelle condotte. Si aprono, ogni volta che facciamo un&#039;attivit\u00e0 investigativa, una serie di variabili non sempre preventivabili. Se un utente si dota di un una serie di regole basilari per costituire un sistema di schermatura dell&#039;ip, nel momento in cui fa quella pubblicazione, \u00e8 complesso per noi risalire alla sua identit\u00e0&quot;.\u00a0Il consiglio, per quanti abbiano i social e interagiscano in rete con propri contenuti \u00e8 &quot;evitare che queste foto siano troppo esposte. Capisco pure le persone che fanno o puntano a diventare influencer, per le quali quindi sia importante diffondere le proprie foto a quante pi\u00f9 persone possibile, ma personalmente credo che ci voglia un po&#039; di buon senso, per capire fino dove ci si pu\u00f2 spingere nella pubblicazione delle foto. Comprese quelle dei minori: \u00e8 chiaro che non \u00e8 un problema caricare la foto dei figli in generale, ma quando si pubblica questo tipo di foto, ci si espone all&#039;utilizzo che di quelle pu\u00f2 essere fatto in altri contesti. Ogni volta che si pubblica qualcosa, d&#039;altronde, ci si espone. Vuoi al commento diffamatorio della persona che non la pensa come noi, vuoi all&#039;utilizzo improprio di quelle foto, se particolarmente accessibili a tutti. Basta un minimo di attenzione con le proprie attivit\u00e0 sui social, senza essere totalmente sprovveduti&quot;. (di Silvia Mancinelli)\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=1724\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Bisogna denunciare, segnalare non basta. E&#039; l&#039;appello della Polizia postale. 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