{"id":16808,"date":"2025-10-14T11:44:29","date_gmt":"2025-10-14T11:44:29","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=16808"},"modified":"2025-10-14T11:44:29","modified_gmt":"2025-10-14T11:44:29","slug":"indice-globale-della-fame-riva-a-gaza-carestia-provocata-dalluomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=16808","title":{"rendered":"Indice globale della fame, Riva: &#8220;A Gaza carestia provocata dall\u2019uomo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; \u201cHo incentrato la prefazione che ho scritto per l\u2019edizione italiana dell\u2019Indice Globale della fame (Ghi) sul fatto che esiste un buco nero nel mondo ed \u00e8, evidentemente, la Striscia di Gaza, dove, per la prima volta dal Medioevo, abbiamo assistito a un&#8217;operazione ignobile, quella di affamare la popolazione, impedendo l\u2019arrivo di cibo, per costringerla ad abbandonare la sua terra\u201d. A spiegarlo \u00e8 Gigi Riva, editorialista di Domani e scrittore, alla presentazione dell\u2019edizione 2025 dell\u2019Indice Globale della fame (Global hunger index \u2013 Ghi), tra i principali rapporti internazionali sulla misurazione della fame nel mondo, curato da Cesvi per l\u2019edizione italiana e redatto da Welthungerhilfe (Whh), Concern worldwide e Institute for international law of peace and armed conflict (Ifhv). Quella che si \u00e8 protratta negli ultimi due anni \u201c\u00e8 stata l&#8217;ultima escalation dopo massacri e, persino, pulizie etniche. Molta gente muore ancora di fame nel mondo, ma per motivi naturali, come i cambiamenti climatici, le catastrofi naturali o \u2018semplicemente\u2019 per l\u2019assenza di cibo &#8211; spiega Riva, che nella sua lunga carriera \u00e8 stato anche inviato di guerra per Il Giorno e L\u2019Espresso &#8211; Ma questa \u00e8 la prima volta in epoca moderna in cui \u00e8 l&#8217;uomo a decretare\u201d la carestia, \u201cin cui \u00e8 l\u2019uomo che ha deciso di affamare un&#8217;intera fetta di popolazione, provocando anche la morte di diversi bambini\u201d per malnutrizione.\u00a0<\/p>\n<p>Il buco nero di cui racconta Riva nella prefazione del Ghi non \u00e8 relativo solo alla fame \u201cma anche all\u2019informazione, perch\u00e9 le poche e parziali informazioni che abbiamo avuto rispetto a questa crisi alimentare le abbiamo avute dalle fonti locali e, soprattutto, dai giornalisti palestinesi, unici testimoni della stampa presenti a poter raccontare quando succedeva, dal momento che ai media internazionali era impossibile accedere al teatro di battaglia della Striscia di Gaza. Quasi 300 di loro sono morti nel fare il loro lavoro\u201d. \u201cC&#8217;\u00e8 anche un buco nero morale &#8211; aggiunge &#8211; perch\u00e9 l&#8217;Occidente non ha difeso i suoi valori, ha permesso che tutto questo succedesse. Come ho aggiunto nella prefazione, quello di Gaza \u00e8 il buco nero pi\u00f9 evidente, che tocca pi\u00f9 da vicino sia dal punto di vista della prossimit\u00e0 geografica che della coscienza, ma ce ne sono altri di buchi neri. Uno \u00e8 il Sudan, dove c&#8217;\u00e8 una guerra e la gente muore di fame, l&#8217;altro \u00e8 la Somalia. Sono almeno sette i Paesi in cui la gente muore di fame a causa delle guerre\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Tornando a parlare della situazione umanitaria che la popolazione gazawa ha vissuto per due anni, prima che Hamas ed Israele accettassero il recentissimo accordo di pace, l\u2019ex direttore del Giornale di Vicenza spiega come si tratti della \u201cprima volta che ci troviamo davanti ad una situazione del genere, ossia alla volont\u00e0 di uccidere della gente con la fame, non permettendo di accedere agli aiuti alimentari\u201d al punto da costringere la popolazione a pensare di andarsene \u201cuna delle delle prospettive era infatti quella di rendere la vita nella Striscia cos\u00ec impossibile da obbligare la popolazione ad abbandonarla per dislocarsi nel Sinai, piuttosto che in Giordania o in Libia. \u00c8 la prima volta\u201d, in epoca moderna, \u201cche ci troviamo davanti all&#8217;accanimento dell&#8217;uomo sull&#8217;uomo\u201d attraverso l\u2019arma della fame. La percezione \u201cdi questo orrore \u00e8 andata via via crescendo nella popolazione &#8211; commenta Riva &#8211; e credo che la cosa che pi\u00f9 ha smosso le coscienze, come successo anche in altre guerre, \u00e8 vedere le immagini dei bambini di Gaza. L&#8217;identificazione di quei bambini con i nostri figli ha fatto s\u00ec che esplodesse la protesta e in tutto il mondo si scendesse in piazza per dire \u2018basta\u2019. \u00c8 incredibile se volete, persino un paradosso, che le proteste siano scoppiate non quando il massacro era ancora pi\u00f9 vasto ma quando il tema \u00e8 stato la fame\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Una fame che a Gaza non uccideva solo attraverso la privazione del cibo ma anche con i proiettili: &#8220;Centinaia di persone sono state uccise a Gaza dagli spari sulla folla in coda per il cibo e, ancora, non si sa chi abbia aperto il fuoco\u201d. \u201cL&#8217;informazione di guerra presenta due sfide in questo momento, quella di creare le condizioni perch\u00e9 i giornalisti possano accedere ai luoghi in cui i conflitti avvengono e quella della lotta alle fake news e alla proliferazione dell\u2019accesso ai media e alle opportunit\u00e0 tecnologiche con cui si possano veicolare informazione\u201d prosegue, spiegando che la guerra a Gaza \u00e8 un esempio per entrambe le sfide perch\u00e9 da una parte \u201cl&#8217;esercito israeliano ha impedito ai giornalisti internazionali di avere una visione sul luogo\u201d e dall\u2019altra \u201calcuni giornalisti sono entrati embedded &#8211; come si dice in gergo tecnico &#8211; all&#8217;esercito, che ha fatto quindi vedere loro solo quello che voleva\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cDa una situazione come quella di Gaza i media tradizionali possono trarre una lezione, perch\u00e9 se \u00e8 vero che le nostre telecamere e i nostri taccuini non hanno potuto raccontarla sul campo, \u00e8 pur vero che esistono centinaia di giornalisti locali e centinaia di semplici cittadini che possono contribuire all\u2019informazione inviando i loro i filmati, dando le loro testimonianze. In questo caso, il nostro obbligo di giornalisti sar\u00e0 quello di essere \u2018i vigili urbani dell&#8217;informazione\u2019, usando la nostra professionalit\u00e0 per capire quali di queste informazioni \u00e8 vera e verificata o verificabile e quale no. Noi abbiamo gli strumenti per poterlo fare\u201d. \u201cIl rapporto Ghi di quest&#8217;anno ci dice una cosa allarmante &#8211; aggiunge Riva &#8211; che va addirittura oltre le informazioni sulle morti per fame a Gaza piuttosto che nel Sudan e in Somalia. Sto parlando del fatto che negli ultimi dieci anni l&#8217;indice di povert\u00e0 \u00e8 diminuito, ma di pochissimo. I Paesi che erano pi\u00f9 generosi nel fornire aiuti fino a dieci anni fa, non lo sono pi\u00f9. Con la crisi economica \u00e8 calata l&#8217;attenzione verso l&#8217;altro, si \u00e8 meno disposti a gesti di generosit\u00e0, sia personali che per quanto riguarda gli interventi degli Stati. Questo \u00e8 il motivo per cui da dieci anni l&#8217;indice della fame nel mondo \u00e8 rimasto pressoch\u00e9 inalterato, rendendo impossibile il traguardo che ci si era prefissati: zero fame entro il 2030\u201d, avverte. Se si continuer\u00e0 a migliorare a ritmi cos\u00ec bassi \u201csi raggiunger\u00e0 la zero fame nel 2137, un secolo dopo rispetto al previsto\u201d, dice.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cll Cesvi, di cui sono membro onorario &#8211; ricorda il giornalista &#8211; in questo momento nella Striscia di Gaza permette alla gente di avere accesso all&#8217;acqua, fondamentale anche pi\u00f9 del cibo. Quindi le Ong che svolgono il loro lavoro in zone di guerra, soprattutto nelle zone pi\u00f9 difficili, sono quelle che fanno da supplenza\u201d alla mancanza di azioni degli Stati, riflette Riva. \u201cIl supporto delle Ong \u00e8 stato fondamentale, non solo per stare vicini alla popolazione e per cercare di portare delle gocce di umanit\u00e0 oltre che aiuto concreto, ma anche perch\u00e9 sono state i nostri occhi laddove i nostri occhi non potevano arrivare\u201d, conclude.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=16808\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; \u201cHo incentrato la prefazione che ho scritto per l\u2019edizione italiana dell\u2019Indice Globale della&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":16809,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-16808","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16808","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16808"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16808\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16888,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16808\/revisions\/16888"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/16809"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16808"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16808"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16808"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}