{"id":15698,"date":"2025-10-10T16:43:53","date_gmt":"2025-10-10T16:43:53","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=15698"},"modified":"2025-10-10T16:43:53","modified_gmt":"2025-10-10T16:43:53","slug":"lavoro-eurispes-in-italia-20mila-dipendenti-per-oltre-600-centri-impiego","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=15698","title":{"rendered":"Lavoro, Eurispes: in Italia 20mila dipendenti per oltre 600 centri impiego"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; L\u2019Intelligenza artificiale pu\u00f2 allargare le maglie di un tessuto sociale gi\u00e0 debole, dividendo la popolazione in due profili sociali distinti: da un lato, coloro che avranno la possibilit\u00e0 di assicurarsi gli skill giusti per navigare nel mercato del lavoro; dall\u2019altro, un segmento di popolazione incapace di orientarsi in un mondo sempre pi\u00f9 complesso. E&#8217; soprattutto di questi ultimi che si occupano i centri per l\u2019impiego italiani: un apparato composto da oltre 600 sportelli su tutto il territorio e in cui lavorano circa 20.000 dipendenti. Eppure, il nostro Paese continua a essere, in Europa, tra gli ultimi in termini di spesa sui servizi per l\u2019impiego: nel 2023 l\u2019Italia vi ha dedicato lo 0,051% del Pil, contro la media dello 0,18 europea e lo 0,3 di Germania e Danimarca. \u00a0<\/p>\n<p>Emerge dalla ricerca realizzata dall\u2019Eurispes che ha indagato i mercati del lavoro regionali e la sfida posta dall\u2019Intelligenza artificiale. Lo scopo dell\u2019analisi \u00e8 di accorciare le distanze del mismatch tra la domanda e l\u2019offerta in un Paese dove coesistono zone di carenza di manodopera con ampie sacche di disoccupazione. Risulta pressoch\u00e9 impossibile anticipare la domanda di competenze che saranno richieste nei prossimi anni dal mondo delle imprese. Cos\u00ec come risulta difficile capire quali professioni si salveranno e quali scompariranno di fronte ai nuovi scenari ipotizzati soprattutto dall\u2019uso massiccio dell\u2019Ia.\u00a0<\/p>\n<p>La spinta alla digitalizzazione provoca profonde trasformazioni dei processi organizzativi, delle competenze professionali e dei modelli di business. I principi fondamentali delle trasformazioni digitali possono essere raggruppati in quattro grandi categorie: la grande accessibilit\u00e0 delle informazioni; l\u2019utilizzo dei dati sensibili, soprattutto ad uso e consumo del sistema delle imprese; la condivisione e diffusione delle idee attraverso i social network; la cooperazione reticolare tra le realt\u00e0 organizzative. La grande accessibilit\u00e0 delle informazioni non ha portato fin qui alla sua democratizzazione, e qualche istituzione regionale pu\u00f2 assumerle come un vincolo pi\u00f9 che come un\u2019opportunit\u00e0. Il cambiamento sotteso alla digitalizzazione richiede la presenza di inedite competenze professionali. Le figure professionali in fieri venute alla luce sono tante, e i loro contorni sono tutt\u2019altro che nitidi, molte di loro nascono e scompaiono con una certa facilit\u00e0. Dato che gli algoritmi sono una questione che attiene pi\u00f9 alla logica che alle materie Stem, le imprese tecnologiche hanno bisogno di umanisti, che si richiamino alla psicologia, sociologia, antropologia, ma soprattutto alla filosofia.\u00a0<\/p>\n<p>Il nuovo scenario \u00e8 descritto come un passaggio dalla societ\u00e0 industriale del lavoro alla societ\u00e0 reticolare delle attivit\u00e0, nella quale il lavoro \u00e8 concepito ed esercitato come attivit\u00e0 relazionale; in questo caso bisogna pensare, coordinare, comunicare, il resto lo faranno le macchine. Per questo le soft skill segneranno il mercato del lavoro. Le competenze tecnico-professionali assumono un\u2019importanza minore nell\u2019ambito delle attivit\u00e0 svolte in un contesto organizzato. Al contrario, le competenze trasversali hanno pi\u00f9 rilevanza sui pi\u00f9 recenti modi di lavorare. Le competenze tecnico-informatiche rappresentano solo una parte dei requisiti richiesti dalle imprese, mentre la componente relazionale occupa un ruolo sempre pi\u00f9 determinante.\u00a0<\/p>\n<p>Lo scopo della ricerca condotta dall\u2019Eurispes \u00e8 di fornire un quadro generale della situazione attuale dei servizi per l\u2019impiego italiani, oggetto di importanti riforme e investimenti negli ultimi anni. Per fare ci\u00f2 sono stati intervistati operatori e dirigenti secondo la metodologia della ricerca sociale al fine di condurre un\u2019analisi qualitativa. Le interviste realizzate con Natale Forlani, presidente dell\u2019Istituto nazionale per l\u2019analisi delle politiche pubbliche (Inapp), e Tiziano Treu, ex-ministro del Lavoro hanno permesso ai ricercatori di elaborare una prima bozza delle potenzialit\u00e0 e delle problematiche esistenti a livello nazionale e di stilare una traccia di intervista, semi strutturata, per le singole Regioni. \u00a0<\/p>\n<p>Sono state proposte in videochiamata agli intervistati 9 domande, ognuna delle quali corrispondente a un ambito tematico, alle quali hanno risposto le seguenti Regioni: Calabria, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Sardegna e Veneto. Secondo l\u2019analisi qualitativa prescelta per elaborare i dati, sono stati ipotizzati tre modelli sintetici di comportamento per le strutture analizzate: modello di galleggiamento, un set, di agenzie regionali che cercano di barcamenarsi tra vincoli normativi imposti dal contesto generale, modello normativo\/burocratico, un sistema che segue alla lettera le norme prescritte dagli organi sovraordinati, modello liberale\/creativo che si discosta di pi\u00f9 dal reticolo di norme dettate dal contesto culturale, si concede spazi di autonomia e sceglie strade creative. \u00a0<\/p>\n<p>Attraverso la lettura critica del mercato del lavoro si pu\u00f2 tracciare uno scenario che lascia emergere una nuova cultura delle soft skill, che richiede capacit\u00e0 creative, di comunicazione, di apprendimento e di attenzione alla qualit\u00e0, non solo per chi ricopre profili manageriali. I dipendenti moderni hanno competenze tecniche pi\u00f9 avanzate di un lavoratore del Novecento ma, allo stesso tempo, assimilabili a quest\u2019ultimo per l\u2019assoluta secondariet\u00e0 delle competenze trasversali. L\u2019esito di questo scenario \u00e8 la riproposizione delle piramidi professionali all\u2019interno delle quali ai lavoratori manuali si richiedono solo competenze tecniche, spesso ignorando quanto quelle soft siano importanti per mantenere aggiornate le prime, e ai secondi si richiede una lunga lista di competenze manageriali all\u2019interno delle quali le abilit\u00e0 socio-relazioni rivestono un posto di tutto rispetto. Rileva la ricerca Eurispes. \u00a0<\/p>\n<p>La stratificazione insita nella piramide professionale \u00e8 in buona parte all\u2019origine del mismatch tra la domanda e l\u2019offerta di lavoro. Per ragioni storiche e culturali il lavoro \u00e8 sempre meno un privilegio e sempre pi\u00f9 una necessit\u00e0. Aumenta la distanza tra le richieste delle imprese e le aspettative di chi \u00e8 dentro il mercato. Esso non \u00e8 pi\u00f9 il &#8216;central life interest&#8217;, come recita la letteratura sociologica del secolo scorso. Da qui le grandi trasformazioni sociali, economiche e tecnologiche impongono di ricostruire la gerarchia dei valori e sospingono verso nuove prospettive di vita.\u00a0<\/p>\n<p>Per rispondere alla crisi economica e sociale generata dalla pandemia, ricorda la ricerca Eurispes sui centri per l&#8217;impiego, nel 2021 il Governo avvia il programma Gol (Garanzia di occupabilit\u00e0 dei lavoratori), con un fondo di 4,4 miliardi e l\u2019obiettivo di raggiungere 3 milioni di beneficiari entro il 2025. L\u2019iniziativa si propone di riformare radicalmente le politiche attive del lavoro in Italia, facilitando l\u2019inserimento e il reinserimento nel mercato del lavoro attraverso percorsi personalizzati di orientamento, aggiornamento (upskilling) e riqualificazione (reskilling). A distanza di tre anni, si osserva come il programma abbia inciso profondamente sull\u2019operativit\u00e0 dei cpi in cui si \u00e8 passati da un approccio passivo, basato sull\u2019iscrizione volontaria, a uno proattivo, che prevede la convocazione diretta degli utenti, specialmente i percettori di sostegno al reddito.\u00a0<\/p>\n<p>Sull\u2019efficacia delle strategie di intervento si gioca una partita importante per i cpi e per il futuro del Paese: la priorit\u00e0, oggi, \u00e8 fornire forza-lavoro alle imprese che hanno difficolt\u00e0 a reperire lavoratori e lavoratrici. Termini come &#8216;servizio pubblico&#8217;, &#8216;sportello&#8217;, &#8216;profilo&#8217;, &#8216;competenze&#8217; e simili, sono in assoluto i pi\u00f9 frequenti durante le interviste, a conferma della vocazione fortemente orientata ai bisogni degli utenti. Il cosiddetto mismatch \u00e8 un punto focale in tutte le Regioni esaminate e le strategie per far fronte a questa crisi si dividono tra innovazione digitale e servizi sul territorio.\u00a0<\/p>\n<p>Un\u2019altra novit\u00e0 che ha contribuito ad avvicinare l\u2019utenza allo sportello \u00e8 la dichiarazione di immediata disponibilit\u00e0 (did), un documento diventato necessario per certificare lo stato di disoccupazione o ricevere sussidi, che spesso rappresenta il primo passo per portare l\u2019utente dentro un cpi da dove inizia l\u2019iter di profilazione. Analogamente allo spazio fisico, anche le piattaforme online sono diventate luoghi con una migliore user experience dove \u00e8 possibile utilizzare alcuni servizi derivanti da tecnologia basata sulla gestione di Big Data o Ia. Alcuni sono gi\u00e0 delle realt\u00e0 consolidate, come i chatbot in Veneto, che fornisce informazioni tramite un\u2019interfaccia familiare per l\u2019utente, oppure la piattaforma OrientaCalabria, che consente di generare una lettera di presentazione utilizzando l\u2019Ia dopo l\u2019inserimento del proprio cv, e di personalizzarla in base all\u2019annuncio di lavoro a cui si vuole rispondere. Altri servizi sono in via di sviluppo, come gli assistenti virtuali che si stanno sperimentando nel Lazio o in Sardegna. La digitalizzazione, i Big Data e l\u2019Ia stanno portando anche a un efficientamento delle attivit\u00e0 di back-office, come accade nelle Marche con l\u2019utilizzo di Copilot o in Emilia Romagna con il progetto Amartya. Le applicazioni basate su Ia, laddove non sono gi\u00e0 operative, fanno sempre parte dei progetti futuri in ogni Regione. Nelle interviste il termine &#8216;Intelligenza artificiale&#8217; appare con la stessa frequenza delle altre parole-chiave pi\u00f9 diffuse. \u00a0<\/p>\n<p>La digitalizzazione ha dato un sostanziale contributo nella capacit\u00e0 di misurare le prestazioni dei centri per l&#8217;impiego. Rileva l&#8217;Eurispoes spiegando che &#8220;le attivit\u00e0 di monitoraggio regionali fanno riferimento ai cosiddetti lep, livelli essenziali delle prestazionil che, bench\u00e9 non siano dei veri e propri indicatori, costituiscono il presupposto normativo e concettuale per condurre diversi tipi di analisi, stabilire obiettivi e confrontare l\u2019efficienza tra i cpi di uno stesso ambito territoriale&#8221;. Le Regioni, in particolare gli Osservatori, hanno applicato i principi dei lep in diversi ambiti: nella Regione Lazio, per esempio, \u00e8 stato stabilito uno standard regionale dei primi cinque livelli essenziali, mentre in Veneto o Emilia-Romagna, per misurare l\u2019efficienza dei propri presidi o delle iniziative sul territorio, si fa riferimento alla percentuale di persone collocate, o ricollocate, tra tutte quelle che hanno fatto domanda. \u00a0<\/p>\n<p>Avere a disposizione dei dati pressoch\u00e9 in tempo reale, viene indicato come un beneficio anche per la comunicazione interna tra i diversi comparti dell\u2019amministrazione, offrendo la possibilit\u00e0 di pianificare le attivit\u00e0 basandosi su dati affidabili e sperimentando anche la produzione di cruscotti interattivi pubblicati nei siti ufficiali, come in Sardegna e Calabria.\u00a0<\/p>\n<p>Non mancano, tuttavia, alcuni aspetti critici, come la scarsit\u00e0 di personale adeguatamente preparato a svolgere analisi dei dati. Quest\u2019ultimo tema si incrocia con un quesito: se nuove assunzioni o corsi di formazione mirati possano migliorare l\u2019efficienza organizzativa e l\u2019efficacia delle azioni sul territorio e sull\u2019utenza\u00a0<\/p>\n<p>Esempi di collaborazione tra il mondo dei servizi pubblici per l\u2019impiego (spi) e le universit\u00e0, o gli istituti di ricerca, rileva l&#8217;Eurispes, entrano sempre pi\u00f9 frequentemente nello scenario del mercato del lavoro in tutta Europa e anche in Italia. Nonostante lo scambio tra questi due mondi sia riconosciuto come una pratica indispensabile per cercare di gestire la complessit\u00e0 degli scenari attuali, le collaborazioni sistematiche sono rare, la maggior parte dei rispondenti racconta di pratiche di scambio inesistenti o sporadiche.\u00a0<\/p>\n<p>In merito al rapporto con le Universit\u00e0 spiccano le Regioni Liguria ed Emilia Romagna: la prima ha attivato un master con l\u2019Universit\u00e0 di Genova destinato alla formazione dei funzionari, mentre l\u2019Osservatorio \u00e8 attivo nella collaborazione con tesisti e dottorandi della stessa Universit\u00e0; la seconda ha all\u2019attivo collaborazioni con l\u2019Universit\u00e0 di Bologna con un progetto che mira a combinare diverse banche dati per misurare l\u2019effetto delle misure adottate. L\u2019Emilia Romagna \u00e8 anche protagonista di un progetto innovativo che prende il nome di Amartya: si tratta di un algoritmo complesso che raccoglie i dati territoriali ed \u00e8 in grado di analizzare e prevedere l\u2019efficacia delle politiche del lavoro sul territorio.\u00a0<\/p>\n<p>Diversamente, il rapporto con le imprese \u00e8 molto intenso, sia in termini di affidamento dei servizi, tra cui le piattaforme informatiche, sia per quanto riguarda le partnership per la ricerca di personale. Dalla prospettiva degli spi il rapporto con le agenzie private \u00e8 sostanzialmente di tipo collaborativo, per esempio alcune agenzie private eseguono una profilazione preventiva che poi servir\u00e0 a inviare le persone nei diversi sportelli per inserirle in progetti di formazione. L\u2019efficienza degli SPI si presenta come l\u2019esito di un insieme di condizioni locali o, talvolta, frutto dell\u2019iniziativa del singolo funzionario, subendo l\u2019assenza di strutture normative e organizzative nazionali.\u00a0<\/p>\n<p>La gestione regionalizzata dei centri per l&#8217;impiego offre la possibilit\u00e0 di adattare norme e prassi al contesto locale e aumentare l\u2019efficienza delle risorse, ma presenta criticit\u00e0 in merito al divario operativo e alle prassi di scambio tra diverse Regioni che, allo stato attuale, non sono promosse da norme o istituzioni statali in modo sistematico. Lo rileva una ricerca di Eurispes, evidenziando come &#8220;altres\u00ec le parole &#8216;scambio&#8217;, &#8216;condivisione&#8217; e simili sono tra le meno citate nelle interviste&#8221;. Nello scenario intra-regionale spicca la condivisione di esperienze e pratiche che avviene attraverso il Sil, la piattaforma dedicata alla gestione delle pratiche inerenti alle politiche del lavoro. Un altro esempio sono le &#8216;scrivanie virtuali&#8217;, nate durante la pandemia e ancora in uso per incentivare lo scambio di esperienze tra i diversi cpi.\u00a0<\/p>\n<p>In merito alla digitalizzazione, il &#8216;Tavolo del riuso&#8217; ha permesso la condivisione, gratuita, di software open source a beneficio delle Regioni e che ha favorito la costituzione spontanea di una rete di costante collaborazione tra Emilia-Romagna, Province autonome di Trento e Bolzano, Liguria, Puglia e Calabria. Con l\u2019avvio dell\u2019ultima legislatura, il Ministero del Lavoro ha promosso Siisl, un progetto di unificazione digitale con la funzione di convogliare gli annunci di lavoro provenienti da tutta la Penisola e facilitare l\u2019incontro tra domanda e offerta grazie all\u2019utilizzo dell\u2019Ia.\u00a0<\/p>\n<p>Il Siisl (sistema informativo per l\u2019inclusione sociale e lavorativa) \u00e8 la piattaforma, realizzata e gestita da Inps, che oltre a usare algoritmi basati su Ia per creare compatibilit\u00e0 tra annuncio e candidato, serve a uniformare il processo di raccolta dei dati proveniente dalle CO e a gestire le richieste di assegno di inclusione (Adi) e nuova Assicurazione sociale per l\u2019impiego (Naspi). La questione dell\u2019adattamento all\u2019utenza \u00e8 un punto cruciale nella corsa all\u2019innovazione tecnologica. Tutte le Regioni, infatti, dichiarano di avere un\u2019utenza per il 50% affetta da grave povert\u00e0 educativa, incapace di interfacciarsi con il mondo digitale e quindi con piattaforme come il Siisl. Le Regioni, comunque, si dichiarano favorevoli a collaborare con il Ministero per l\u2019implementazione della piattaforma affinch\u00e9 diventi uno strumento che impatti significativamente sul mercato del lavoro. Si ribadisce che l\u2019innovazione tecnologica aiuta l\u2019organizzazione degli spi dall\u2019interno, ma la capacit\u00e0 di trovare un lavoro dell\u2019utente medio \u00e8 fortemente legata ai rapporti con gli operatori.\u00a0<\/p>\n<p>Nonostante un evidente miglioramento nella capacit\u00e0 di collocare le persone disoccupate il mondo dei servizi per l&#8217;impiego si ritrova a dover recuperare il pregiudizio diffuso che lo vede come un\u2019istituzione lenta, farraginosa e poco capace di trovare un lavoro a chi non ce l\u2019ha.Rileva Eurispes nella ricerca, in cui si spiega che &#8220;se \u00e8 vero, come dicono i rispondenti, che la percentuale di persone che trovano un lavoro attraverso i centri per l&#8217;impiego sia inferiore al 20% sul totale degli occupati, \u00e8 altrettanto vero che la capacit\u00e0 di collocare un disoccupato che entra in un cpi arriva fino all\u201980%&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>In merito alla comunicazione digitale, tutte le Regioni hanno del personale che gestisce i canali social, inviano sistematicamente delle newsletter, e hanno investito nella semplificazione dell\u2019esperienza attivando dei chatbot che rendono agevole la ricerca di informazioni e orientano l\u2019utente all\u2019interno del sito, oppure creando una vera e propria app gemella del sito ufficiale. Analogamente, molti investimenti e iniziative riguardano le campagne informative sul territorio. \u00a0<\/p>\n<p>Le Regioni si sono efficacemente e creativamente organizzate per raggiungere il proprio target, si possono trovare stand dei cpi nelle fiere, nelle universit\u00e0 e nei grandi eventi, cos\u00ec come abbondano gli incontri nelle scuole superiori. Circa il 50% degli utenti che entra in un cpi non \u00e8 in grado di orientarsi con gli strumenti digitali e ci\u00f2 \u00e8 un dato che consolida la centralit\u00e0 del rapporto umano.\u00a0<\/p>\n<p>Il &#8216;posto fisso&#8217; \u00e8 una realt\u00e0 che non solo sta scomparendo dall\u2019orizzonte delle possibilit\u00e0 dei giovani italiani, ma che sta diventando un\u2019opzione sempre meno appetibile. Lo si legge nella ricerca Eurispes. Il lavoro diventa sempre di pi\u00f9 un mezzo di mero sostentamento piuttosto che un pilastro identitario, e questo avviene anche perch\u00e9, per molte persone, oggi un solo lavoro non basta e spesso \u00e8 anche precario in termini di stabilit\u00e0 temporale, nonch\u00e9 poco remunerativo. Questo vale soprattutto per la maggior parte degli utenti che si rivolgono ai centri per l&#8217;impiego e che, come \u00e8 stato riferito nel corso delle interviste, a volte considerano lo sportello come &#8216;ultima spiaggia&#8217;. Non \u00e8 un caso se nel mondo degli servizi per l&#8217;impiego si dedichi sempre pi\u00f9 tempo alla formazione e il concetto di occupazione lasci sempre pi\u00f9 spazio a quello di occupabilit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>lavoro<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=15698\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L\u2019Intelligenza artificiale pu\u00f2 allargare le maglie di un tessuto sociale gi\u00e0 debole, dividendo&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":15699,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[27],"class_list":["post-15698","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-lavoro","tag-lav"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15698","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15698"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15698\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15738,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15698\/revisions\/15738"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/15699"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15698"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15698"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15698"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}