{"id":14176,"date":"2025-10-07T10:46:44","date_gmt":"2025-10-07T10:46:44","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=14176"},"modified":"2025-10-07T10:46:44","modified_gmt":"2025-10-07T10:46:44","slug":"alzheimer-studio-italiano-apre-speranza-dallepigenetica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=14176","title":{"rendered":"Alzheimer, studio italiano apre speranza dall&#8217;epigenetica"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Nel complesso puzzle della malattia di Alzheimer, un pezzo fondamentale \u00e8 stato appena messo al suo posto. Un team di ricerca internazionale, guidato da scienziati del Dipartimento di Medicina Sperimentale e del Centro di Ricerca in Neurobiologia &#8216;Daniel Bovet&#8217; (Crin) della Sapienza Universit\u00e0 di Roma, ha scoperto un sofisticato &#8216;cross-talk&#8217; \u2013 un dialogo molecolare \u2013 tra due meccanismi chiave che regolano l\u2019espressione dei nostri geni: la metilazione del Dna e i microRna. Questo dialogo, descritto oggi su &#8216;Alzheimer&#8217;s &amp; Dementia&#8217;, giornale ufficiale dell&#8217;Alzheimer&#8217;s Association, controlla in modo diretto la produzione della proteina beta-amiloide, il cui accumulo nel cervello sotto forma di placche senili \u00e8 considerato l&#8217;evento pi\u00f9 rilevante della patologia.\u00a0<\/p>\n<p>Per decenni, la ricerca sull&#8217;Alzheimer si \u00e8 concentrata principalmente su come eliminare le placche di beta-amiloide, con risultati spesso deludenti. Molti farmaci progettati per questo scopo si sono rivelati inefficaci negli studi clinici. Per questo, la comunit\u00e0 scientifica sta spostando sempre pi\u00f9 l&#8217;attenzione sui meccanismi che si trovano &#8220;a monte&#8221;, ovvero su come regolare la produzione stessa di questa proteina che risulta \u201ctossica\u201d ma ha comunque un ruolo fisiologico. &#8220;La beta-amiloide \u00e8 prodotta da due enzimi, delle vere e proprie &#8216;forbici molecolari&#8217;, che tagliano una proteina precursore pi\u00f9 grande. Questi enzimi sono codificati dai geni Psen1 e Bace1. Il gruppo di ricerca della Sapienza, coordinato dal professor Andrea Fuso, aveva gi\u00e0 dimostrato in passato che la produzione di Psen1 poteva essere ridotta attraverso un meccanismo epigenetico noto come metilazione del DNA. La metilazione agisce come un interruttore: quando un gruppo chimico (metile) viene aggiunto al Dna, il gene viene &#8216;silenziato'&#8221;, si legge nella nota. Tuttavia, restava da chiarire come venisse regolato Bace1, l&#8217;altra forbice molecolare fondamentale.\u00a0<\/p>\n<p>Il nuovo studio svela che la regolazione di Bace1 \u00e8 pi\u00f9 complessa e avviene in modo indiretto. Ecco la catena di comando scoperta dai ricercatori: &#8220;La metilazione del Dna non agisce direttamente su Bace1, ma controlla l&#8217;espressione di un piccolo Rna regolatore, un microRna chiamato miR-29a. I microRna sono molecole che funzionano come &#8216;silenziatori&#8217; di precisione: si legano a specifici geni e ne contrastano la traduzione in proteine. A sua volta, il miR-29a ha come bersaglio proprio il gene Bace1. Quando i livelli di miR-29a sono alti, la produzione di Bace1 viene repressa, e di conseguenza diminuisce anche la produzione di beta-amiloide. Il risultato &#8211; si legge nello studio &#8211; pi\u00f9 sorprendente \u00e8 che la metilazione del gene che produce miR-29a, anzich\u00e9 spegnerlo, ne aumenta l&#8217;espressione. Si tratta di un meccanismo epigenetico contro-intuitivo che svela una nuova, raffinata logica di controllo cellulare&#8221;. In sintesi, la metilazione del Dna regola la produzione di beta-amiloide attraverso due percorsi: uno diretto, silenziando il gene Psen1, e uno indiretto, attivando il microRna &#8216;protettivo&#8217; miR-29a che a sua volta spegne il gene Bace1.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cQuesta scoperta \u00e8 come aver trovato la chiave di lettura di un processo di cui prima vedevamo solo il risultato finale&#8221; spiega Andrea Fuso, coordinatore dello studio. &#8220;Abbiamo capito che la cellula non usa un solo interruttore, ma un pannello di controllo integrato in cui Dna e microRna comunicano per regolare finemente un processo vitale, la cui alterazione \u00e8 associata alla malattia. Questo \u00e8 fondamentale per approcciare una patologia fortemente multifattoriale. \u00c8 una svolta nella comprensione dei complessi meccanismi biomolecolari dell&#8217;Alzheimer&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Questa scoperta non \u00e8 solo un avanzamento fondamentale della conoscenza, ma apre anche a prospettive concrete. Nuove strategie terapeutiche: &#8220;L&#8217;intero sistema \u00e8 modulato da un ciclo biochimico noto come &#8216;one-carbon metabolism\u201d, un processo cellulare influenzato da nutrienti come le vitamine del gruppo B e da molecole come la S-adenosilmetionina (Sam). Lo studio dimostra che fornendo Sam \u00e8 possibile aumentare la metilazione, attivare il miR-29a e ridurre la produzione di beta-amiloide. Questo &#8211; prosegue il lavoro &#8211; suggerisce che molecole &#8220;metilanti&#8221; potrebbero essere usate non come semplici integratori, ma come veri e propri farmaci epigenetici in grado di aiutare a prevenire o rallentare la progressione della malattia&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019epigenetica al centro. &#8220;Oltre alla Sam, sono in fase di studio altri interventi che sembrano in grado di modulare la risposta epigenetica delle cellule, ad esempio la Vitamina K2 e i fattori presenti in estratti di cellule staminali e nelle uova di pesce (stamisoma). L\u2019importanza di queste ricerche risiede nel fatto che i fattori epigenetici sembrano regolare anche altri processi molecolari associati alla malattia, quali la neuroinfiammazione, l\u2019ossidazione, la funzione della barriera emato-encefalica&#8221;, rivelano i ricercatori. \u00a0<\/p>\n<p>Potenziali biomarcatori. &#8220;Il profilo di metilazione di Psen1 ed i livelli di miR-29a potrebbero diventare un marcatore precoce della malattia o della risposta a un trattamento, misurabile con un semplice esame del sangue &#8211; suggerisce lo studio &#8211; Sempre lo stesso gruppo di ricerca ha infatti recentemente messo a punto un biosensore in grado di misurarne facilmente i livelli nei liquidi circolanti&#8221;.  Lo studio \u00e8 stato condotto grazie a una collaborazione internazionale che ha coinvolto, oltre alla Sapienza, l&#8217;Universit\u00e0 di Napoli &#8220;Federico II&#8221; e l&#8217;Universit\u00e0 di Barcellona.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cComprendere come i nostri geni vengono accesi e spenti, con la possibilit\u00e0 di intervenire per regolare questi meccanismi, \u00e8 una delle frontiere pi\u00f9 promettenti della medicina moderna &#8211; conclude Fuso &#8211; Con questo lavoro, abbiamo aggiunto un tassello cruciale che non solo ci avvicina a capire l&#8217;Alzheimer, ma ci fornisce anche nuovi e promettenti bersagli su cui agire&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>salute<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=14176\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Nel complesso puzzle della malattia di Alzheimer, un pezzo fondamentale \u00e8 stato appena&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":14177,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[31],"class_list":["post-14176","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-salute","tag-sal"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14176","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14176"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14176\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14233,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14176\/revisions\/14233"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/14177"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14176"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14176"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14176"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}