{"id":14027,"date":"2025-10-06T18:23:26","date_gmt":"2025-10-06T18:23:26","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=14027"},"modified":"2025-10-06T18:23:26","modified_gmt":"2025-10-06T18:23:26","slug":"lallievo-di-borsellino-dopo-lomicidio-di-lima-mi-disse-inizia-la-resa-dei-conti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=14027","title":{"rendered":"L&#8217;allievo di Borsellino: &#8220;Dopo l&#8217;omicidio di Lima mi disse: &#8216;Inizia la resa dei conti'&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; (dall&#8217;inviata Elvira Terranova) &#8211; \u201cEra stato ucciso da poco l\u2019europarlamentare democristiano Salvo Lima e ricordo nitidamente le parole di Paolo. Mi guard\u00f2 dritto negli occhi e mi disse: \u2018Sai Diego, dopo l\u2019omicidio di Salvo Lima, \u00e8 iniziata la stagione della resa dei conti\u2019. Ne era certo. Lo avvertivo dal suo sguardo. Era molto serio. E poco tempo dopo inizi\u00f2 la stagione delle stragi\u201d. A raccontarlo, mentre guarda con gli occhi lucidi la camera abitata nell\u2019estate del 1985 daPaolo Borsellino e dalla moglie Agnese, \u00e8 Diego Cavaliero, allievo, amico fraterno del giudice Paolo Borsellino e dei suoi figli. Cavaliero \u00e8 sull\u2019isola dell\u2019Asinara, che nel 1985 divenne il palcoscenico di uno dei capitoli forse meno conosciuti ma pi\u00f9 cruciali della lotta alla mafia. In questo luogo isolato, lontano da Palermo, due uomini stavano gettando le basi per un\u2019impresa che avrebbe cambiato la storia d\u2019Italia: il Maxiprocesso. I loro nomi erano Paolo Borsellino e Giovanni Falcone. Cavaliero lo racconta alla presenza di Lucia e Manfredi Borsellino. Lucia \u00e8 arrivata qui per la prima volta dopo 40 anni da quell\u2019estate che la vide anche ammalarsi. A organizzare l\u2019incontro \u00e8 stato Andrea Vacca, Presidente della Giunta esecutiva sezionale della Sardegna, in collaborazione con la commissione Legalit\u00e0 del Comitato direttivo centrale dell\u2019Associazione nazionale magistrati e con la Giunta sezionale di Palermo guidata da Giuseppe Tango. \u00a0<\/p>\n<p>Una due giorni per rendere omaggio ai due giudici a 40 anni da quando scrissero proprio sull\u2019isola l\u2019ordinanza sentenza del Maxiprocesso a Cosa nostra. Tra i presenti, oltre a Diego Cavaliero, anche Rino German\u00e0, il poliziotto che scamp\u00f2 all&#8217;attentato mafioso nel 1992, e altri due sopravvissuti alle stragi: Giovanni Paparcuri e Giuseppe Costanza. Una due giorni con tanti nomi illustri della magistratura sarda e palermitana. Per Anm, oltre all&#8217;organizzatore Andrea Vacca, hanno partecipato il segretario generale Rocco Maruotti, il componente della Giunta Giuseppe Tango e il presidente della commissione Legalit\u00e0 Gaspare Sturzo. Tra gli ospiti il procuratore generale di Cagliari Luigi Patronaggio, il procuratore di Cagliari Rodolfo Sabelli, il Pg di Palermo Lia Sava, Fernando Asaro, procuratore della Repubblica a Marsala e Antonio Balsamo, sostituto procuratore generale della Corte di cassazione. Ma anche Alessandra Camassa, Presidente del Tribunale di Trapani, Leonardo Agueci, ex Procuratore aggiunto di Palermo. E altri. \u00c8 intervenuto anche il magistrato Pietro Grasso. Hanno inviato i loro videomessaggi il procuratore generale della Cassazione Pietro Gaeta, il procuratore nazionale Antimafia Giovanni Melillo, del procuratore della Repubblica di Palermo Maurizio de Lucia.\u00a0<\/p>\n<p>Cavaliero \u00e8 un fiume in piena. \u201cCi vedemmo poi con Paolo il 28 giugno del 1992, quando io gli chiesi se voleva battezzare mio figlio appena nato. E lui mi e lui mi disse: \u2018Te lo battezzo volentieri, lo levo dalle mani di un miscredente come te\u2019. Perch\u00e9 ogni domenica mi toccava questa \u2018punizione\u2019 di andare alla messa\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>\nDiego Cavaliero non parla volentieri. Per oltre un quarto di secolo ha tenuto i suoi ricordi come un tesoro prezioso da custodire gelosamente. Del suo rapporto con il giudice palermitano ha parlato solo nelle aule di giustizia di Caltanissetta, durante gli innumerevoli processi per fare luce sulla strage del 19 luglio 1992, ma senza giungere a nessuna verit\u00e0. Qui, all\u2019Asinara, \u00e8 tornato indietro con i ricordi. Cavaliero incontra Borsellino, che \u00e8 stato appena nominato procuratore capo a Marsala, quando viene assegnato come uditore giudiziario proprio alla procura di Marsala. I due magistrati, gli unici in servizio, a partire dal gennaio 1987, si dividono il lavoro a met\u00e0. I due vivono e lavorano in maniera simbiotica. Cavaliero diventa di casa dai Borsellino, frequenta la villetta di Villagrazia, fa amicizia coi figli, accompagna il giudice dalla mamma in via D\u2019Amelio. Poi il giovane magistrato \u00e8 costretto, per motivi familiari, a tornare a Salerno, ma ogni scusa \u00e8 buona per incontrarsi. A Giovinazzo Paolo Borsellino, quel giorno di fine giugno 1992 confida a Cavaliero: \u201cDiego, quando subisci la perdita di un parente caro, tu vai al suo funerale e piangi non solo perch\u00e9 ti \u00e8 morto il parente o l\u2019amico, ma perch\u00e9 sai che la tua fine \u00e8 pi\u00f9 vicina&#8221;, racconta lo stesso ex magistrato che ha lasciato la magistratura anzitempo. \u00a0<\/p>\n<p>\u201cDopo la morte di Falcone &#8211; racconta ancora Cavaliero &#8211; Paolo assunse un atteggiamento totalmente diverso. Prima parlava con me anche di indagini a Marsala. Lui divent\u00f2 cupo, si chiuse totalmente. Sapeva che sarebbe stato ammazzato. Dato che pure le pietre sapevano che dopo la morte di Falcone sarebbe toccata a lui\u2026\u201d. E aggiunge: \u201cDove era lo Stato? Voi giudici dove eravate?\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Per Diego Cavaliero l\u2019isola dell\u2019Asinara, in particolare il luogo in cui vissero i due giudici nell\u2019agosto di 40 anni fa, \u201c\u00e8 una sorta di Altare della Patria. I ricordi sono un fatto personale, che forse non interessano, per\u00f2 vorrei fare qualche riflessione su alcuni avvenimenti recenti\u201d. Poi dice: \u201cIo sono stato \u2018figlio adottivo\u2019 di Paolo Borsellino\u201d e ricorda il legame con i figli del giudice. Tornando ancora indietro nel tempo ricorda: \u201cFalcone e Borsellino hanno vissuto due vite parallele. Paolo diceva sempre: \u2018Finch\u00e9 Falcone \u00e8 vivo mi far\u00e0 da parafulmine\u2019\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Era turbato, Paolo Borsellino, in quei giorni, soprattutto dopo la strage di Capaci. \u201cVorrei che questo stesso turbamento fosse provato da determinati soggetti che si sono permessi, in questi giorni, di offendere in un modo meschino, disonesto, la famiglia Borsellino. A parte il fatto che essere senza neuroni per me \u00e8 un onore, perch\u00e9 io mi ritengo il fratello \u2018largo\u2019 di Fiammetta, Manfredi e Lucia\u201d, dice facendo riferimento alle intercettazioni registrate nell\u2019abitazione dell\u2019ex giudice Gioacchino Natoli in cui critica la vedova e i figli di Borsellino. \u00a0<\/p>\n<p>Poi parla dell\u2019agenda rossa di Paolo Borsellino, scomparsa il giorno della strage. \u201cAbbiamo questa famosa agenda rossa. Vorrei capire una cosa: Via D\u2019Amelio, dopo la strage, raggiunge una temperatura degna della bomba di Hiroshima, si sciolgono i vetri delle macchine blindate. C\u2019\u00e8 qualcuno che ha il coraggio di entrare e di pendere questa agenda e di portarla via, al costo di morire fuso. Chi?\u201d. \u00a0<\/p>\n<p>E conclude: \u201cQuesta famiglia dopo oltre 30 anni dalla strage quotidianamente viene tirata per la giacchetta da qualche delinquente, nonostante loro non abbiamo mai presenziato ad anniversari, cortei, bandiere e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta. Non aggiunge altro se non che sono un soggetto senza neuroni\u2026\u201d. (di Elvira Terranova)\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=14027\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; (dall&#8217;inviata Elvira Terranova) &#8211; \u201cEra stato ucciso da poco l\u2019europarlamentare democristiano Salvo Lima&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":14028,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-14027","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14027","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14027"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14027\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14060,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14027\/revisions\/14060"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/14028"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14027"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14027"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14027"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}