{"id":12575,"date":"2025-10-01T21:23:15","date_gmt":"2025-10-01T21:23:15","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=12575"},"modified":"2025-10-01T21:23:15","modified_gmt":"2025-10-01T21:23:15","slug":"addio-a-jane-goodall-la-donna-che-parlava-con-gli-scimpanze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=12575","title":{"rendered":"Addio a Jane Goodall, la donna che parlava con gli scimpanz\u00e9"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211;<br \/>\nLa celebre primatologa, etologa e attivista britannica Jane Goodall, conosciuta a livello internazionale come &#8220;la donna che parlava con gli scimpanz\u00e9&#8221; e come &#8220;la madre&#8221; dell&#8217;etologia moderna, la scienza che studia il comportamento degli animali, \u00e8 morta all&#8217;et\u00e0 di 91 anni, per cause naturali, nella mattinata di mercoled\u00ec 1\u00b0 ottobre, mentre si trovava in California, tappa della sua ultima tourn\u00e9e di conferenze negli Stati Uniti. Ad annunciare la scomparsa \u00e8 stato il Jane Goodall Institute, fondato da lei stessa nel 1977 e oggi attivo in 25 Paesi, tra cui l&#8217;Italia.\u00a0<\/p>\n<p>Con la sua scomparsa, il mondo perde una delle figure pi\u00f9 influenti del secondo Novecento in ambito scientifico e ambientale, damosa per la sua lotta contro l&#8217;estinzione degli scimpanz\u00e9. Una donna che, armata di binocoli, taccuino e una pazienza fuori dal comune, ha rivoluzionato la nostra comprensione del mondo animale e del nostro stesso posto nella natura.\u00a0<\/p>\n<p>\nEra il 1960 quando una giovane donna inglese, senza alcun titolo accademico in zoologia, arriv\u00f2 nel Parco nazionale di Gombe Stream, in Tanzania. Jane aveva 26 anni, un sogno d\u2019infanzia coltivato con la lettura di Tarzan e Doctor Dolittle, e l\u2019incoraggiamento incrollabile della madre Vanne, che l\u2019accompagn\u00f2 nella sua prima spedizione per garantirle il permesso dalle autorit\u00e0 coloniali. L\u00ec, in mezzo alla giungla africana, Goodall inizi\u00f2 a osservare da vicino una comunit\u00e0 di scimpanz\u00e9. Non usava numeri per identificarli, ma nomi: Fifi, David Greybeard, Goliath. Li trattava come individui, con emozioni, caratteri e storie. Una prassi allora eretica nel mondo accademico, dove l&#8217;oggettivit\u00e0 si misurava anche con l\u2019impersonalit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>Il mondo scientifico fu inizialmente scettico, ma non pot\u00e9 ignorare a lungo la portata delle sue scoperte. Jane dimostr\u00f2 che gli scimpanz\u00e9 usano strumenti \u2014 ramoscelli modificati per \u201cpescare\u201d termiti \u2014, cacciano in gruppo, comunicano con gesti affettuosi ma sanno anche essere aggressivi, perfino letali. &#8220;Non siamo cos\u00ec diversi come credevamo&#8221;, ripeteva. E questa verit\u00e0 cambi\u00f2 per sempre l\u2019antropologia, l\u2019etologia e la filosofia stessa dell\u2019uomo.\u00a0<\/p>\n<p>\nCon gli anni, il lavoro di Goodall si trasform\u00f2 da osservazione scientifica a missione civile. La conferenza &#8220;Understanding Chimpanzees&#8221; del 1986 fu per lei un punto di svolta. Davanti a dati inquietanti su deforestazione e traffico illegale, Jane cap\u00ec che non poteva pi\u00f9 restare spettatrice.\u00a0<\/p>\n<p>Fond\u00f2 allora progetti concreti di conservazione: il Jane Goodall Institute (1977), il programma di educazione ambientale Roots &amp; Shoots (1991), il santuario per scimpanz\u00e9 orfani Tchimpounga in Congo (1992), e l\u2019iniziativa Tacare per la riforestazione in Tanzania. Con una visione pionieristica, Goodall ha sempre posto le comunit\u00e0 locali al centro delle soluzioni ambientali.\u00a0<\/p>\n<p>Per decenni ha girato il mondo instancabilmente, parlando a studenti, capi di stato e multinazionali, sempre con la stessa calma autorevolezza e quel leggero accento inglese che \u00e8 diventato iconico. Anche in tarda et\u00e0, Jane non si \u00e8 mai fermata: a 85 anni faceva ancora decine di conferenze l\u2019anno. La sua voce ha parlato per la Terra. Ha denunciato gli allevamenti intensivi, l&#8217;abuso della sperimentazione animale, la deforestazione selvaggia. \u00c8 stata vegetariana convinta e attivista per i diritti degli animali, spesso criticando l\u2019ipocrisia di chi \u201cama gli animali\u201d ma consuma prodotti derivati da sistemi crudeli.\u00a0<\/p>\n<p>\nDurante la pandemia di Covid-19, Goodall ha sottolineato come l\u2019emergenza sanitaria fosse anche figlia della nostra cattiva relazione con la natura: &#8220;Abbiamo disprezzato il mondo naturale&#8221;, disse. &#8220;Abbiamo creato l\u2019ambiente perfetto per la trasmissione dei virus dagli animali all\u2019uomo&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Accanto all&#8217;attivismo, Jane non ha mai smesso di scrivere e di raccontare. La sua opera autobiografica &#8220;In the Shadow of Man&#8221; \u00e8 un classico della letteratura scientifica, tradotta anche in Italia come &#8220;L&#8217;ombra dell\u2019uomo&#8221; (Orme Editori, 2012). Ha pubblicato oltre trenta libri, molti dei quali dedicati ai pi\u00f9 giovani. Nel 2022, Mattel le ha dedicato una Barbie in suo onore &#8211; la prima in plastica riciclata &#8211; vestita con camicia kaki, shorts, taccuino e binocolo. Un gesto simbolico per ispirare nuove generazioni di bambine a diventare scienziate, esploratrici, attiviste.\u00a0<\/p>\n<p>\nTra i numerosi riconoscimenti ricevuti, Jane Goodall \u00e8 stata nominata Dama dell&#8217;Impero Britannico nel 2003, Messaggero di Pace delle Nazioni Unite nel 2002, e ha ricevuto la Presidential Medal of Freedom negli Stati Uniti. In Italia \u00e8 stata insignita del titolo di Grande Ufficiale dell\u2019Ordine al Merito della Repubblica nel 2011.\u00a0<\/p>\n<p>Nel tempo, \u00e8 diventata un&#8217;icona pop, simbolo del connubio fra scienza e coscienza, fra empatia e rigore. Ma mai ha perso la semplicit\u00e0: quella con cui si sedeva silenziosa per ore nella foresta, aspettando che uno scimpanz\u00e9 decidesse di fidarsi di lei.\u00a0<\/p>\n<p>Jane Goodall credeva nel cambiamento. Nonostante tutto, \u00e8 rimasta ottimista. &#8220;S\u00ec, il pianeta \u00e8 in pericolo. Ma abbiamo ancora tempo&#8221;, diceva. &#8220;Ogni giorno abbiamo una scelta: contribuire alla distruzione o alla rigenerazione del mondo&#8221;. Oggi quel mondo la saluta con gratitudine. Gli scimpanz\u00e9 di Gombe, le foreste che ha cercato di salvare, e milioni di persone ispirate dal suo esempio sono l\u2019eredit\u00e0 viva di una donna che ha dimostrato che l&#8217;empatia \u00e8 scienza, e che la scienza pu\u00f2 essere amore. (di Paolo Martini)\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>internazionale\/esteri<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=12575\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La celebre primatologa, etologa e attivista britannica Jane Goodall, conosciuta a livello internazionale&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":12576,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-12575","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12575","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=12575"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12575\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12586,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12575\/revisions\/12586"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/12576"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12575"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=12575"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=12575"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}