Startup italiana che unisce tecnologia e sostenibilità

di Sara Vanni
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Tecnologia e sostenibilità. Ne abbiamo parlato più volte e sotto diverse prospettive (le auto elettriche, la smart agriculture). Oggi, però, affronteremo questo tema esplorando il mercato dei telefoni ricondizionati.

In Italia e in tutto il mondo c’è ormai un vero e proprio mercato di device tecnologici ricondizionati. Si tratta, cioè, di dispositivi come cellulari o tablet che, se difettosi, vengono sottoposti ad un processo di ricondizionamento.

Processo di ricondizionamento

Ma cosa significa ricondizionare? Partiamo dal presupposto che dispositivi come cellulari o computer hanno componenti delicatissime che spesso sono molto difficili da riparare. Ecco, allora, che viene in soccorso il processo di ricondizionamento.

Vediamo come funziona: si sottopongono i dispositivi a circa 40 check di controllo qualità. Questi spaziano tra analisi dei componenti, test di hardware e software, ma anche rigenerazione ed igienizzazione del dispositivo.

Startup italiana che unisce tecnologia e sostenibilità

Qui entrano in gioco due fratelli di Segrate, di 29 e 33 anni, che hanno ideato una startup – in cui lavorano perlopiù le donne – incentrata sul mercato del ricondizionato. La vera novità, però, sta nel fatto che unisce tecnologia e sostenibilità.

Come? E’ presto detto: il core green della società si vede innanzitutto dal fatto che i materiali tecnologici vengono recuperati, il che è un bene per l’ambiente; secondariamente, per effettuare la re-immissione sul mercato di questi prodotti si usa un packaging ecologico, che è a basso impatto ambientale e a basso costo.

Infine, il progetto si definisce anche socialmente sostenibile: i fondatori della startup lombarda hanno deciso di donare la maggior parte dei loro prodotti a ospedali e famiglie in difficoltà.

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